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Come comportarsi quando il bambino non vuole andare a scuola

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L’inizio della scuola materna o dell’asilo segna spesso il primo vero distacco del bambino dalla propria madre. È chiaro, dunque, che possa anche essere vissuto con ansia e preoccupazione sia da parte del bimbo che del genitore.

Nella maggior parte dei casi, però, tutto si risolve nel giro di qualche giorno o settimana e solo occasionalmente la situazione di disagio può protrarsi più a lungo tanto da richiedere un intervento più serio.

Quando al di là del pianto, il bambino comincia a chiudersi in sé stesso, a diventare aggressivo o ad avere segni di regressione come ad esempio farsi pipì addosso, è necessario prendere atto della situazione ed adottare alcuni comportamenti per rasserenarlo e farlo sentire più sicuro.

Ecco allora di seguito i consigli di Bimbo e Mamma per capire come comportarsi quando il bambino non vuole andare a scuola.

Parlargli positivamente della scuola e degli insegnanti

Il modo migliore per preparare un bambino alla scuola è quello di parlargli apertamente, spiegandogli quello che farà in classe e come cambierà in meglio la sua vita una volta iniziate le lezioni.

Potrebbe anche essere utile raccontargli qualche aneddoto di quando tu andavi a scuola e del rapporto che avevi coi tuoi compagni e gli insegnanti, sottolineando soprattutto gli aspetti più positivi.

Anche coinvolgerlo nei preparativi per l’avvio dell’anno scolastico, facendogli scegliere lo zaino, il portapastelli e i quaderni con le copertine che piacciono a lui possono aiutarlo ad accettare le novità con più entusiasmo.

Non farlo sentire in difetto

Se fin dai primi giorni di scuola il bambino dovesse lasciarsi andare a scene di disperazione ogni volta che deve entrare in classe, evita di criticarlo o di farlo sentire in qualche modo diverso dagli altri, soprattutto se di fronte ad altre persone.

Pianti prolungati e scene di disperazione ogni mattina prima di lasciarlo possono senza dubbio fiaccarti e potresti essere tentata di sgridarlo o metterlo in punizione: cerca però di essere dolce e mantenere la calma al fine di dargli la sicurezza necessaria per affrontare il distacco da te con più coraggio.

Questo comporta anche di rispettare i suoi tempi e non forzarlo ad essere forte quando ancora non ha acquisito l’autonomia necessaria.

Passare più tempo con lui nel tempo libero

Proprio allo scopo di rassicurare il bambino e farlo sentire più sereno e sicuro, cerca di passare con lui più tempo non appena ne hai la possibilità. Sfrutta dunque tutte le occasioni che hai per coccolarlo e fare qualcosa insieme: il messaggio che deve arrivargli, in questo caso, è che per quello che riguarda il rapporto con te niente è cambiato, anche se ora va a scuola.

Evita però di fare promesse che non puoi mantenere: se pensi di non riuscire ad andare a prenderlo all’uscita, non promettere che lo farai, così quella volta che riuscirai a fargli una sorpresa lo vedrai correre verso di te con le braccia spalancate e il sorriso sulle labbra!

Essere fermi sul fatto che andare a scuola sia importante per la sua crescita

Mentre cerchi di rassicurarlo, trasmettigli però anche un altro messaggio: che andare a scuola è importante, che anche se così piccolo questo rappresenta per lui un dovere. Non cedere dunque ogni volta che ti chiede di non andare e anche se questo dovesse comportare un po’ di sacrificio invitalo ad entrare anche se sta piangendo.

Anche promettere dolci e regali per farlo andare in classe è un errore che un genitore non dovrebbe mai fare: a scuola si va perché necessario, non perché si riceve in cambio un premio!

Chiedere aiuto alle insegnanti

Se poi la situazione dovesse essere davvero poco gestibile, puoi anche provare a chiedere aiuto alle maestre: parlare con le insegnanti, fra l’altro, può aiutarti a capire se ci sono altri fattori che impediscono al bambino di essere sereno, magari qualche compagno che è prepotente con lui o una situazione che può averlo spaventato o messo in difficoltà.

Potrebbe anche venire fuori che la difficoltà del bambino è data anche dal fatto che è la mamma stessa a mettergli ansia e preoccupazione ogni volta che avviene il distacco: in tal caso, passare più tempo insieme può servire ad entrambi per darsi forza e sentirsi più uniti.

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