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Come ridurre il rischio di malattie estive nei bambini

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Anche in estate i bambini, soprattutto quelli molto piccoli, non sono esenti da contrarre malattie di origine virale: mal di gola e infezioni intestinali, degli occhi e della pelle sono infatti costantemente in agguato, complice il gran caldo che fa proliferare virus e batteri.

Ma quali sono le più comuni malattie estive nei bambini e come fare per prevenirle in modo efficace? Nei paragrafi che seguono risponderemo a queste ed altre domande utili a mettere a riparo il tuo bambino dai principali disturbi che possono mettere a rischio la serenità delle vostre vacanze.

Laringiti e tonsilliti

Nel periodo da giugno a settembre il bambino può cadere vittima di mal di gola, soprattutto a causa degli sbalzi di temperatura: il repentino passaggio da un ambiente caldo ad uno più freddo (o viceversa) può infatti contribuire ad abbassare le difese immunitarie della mucosa che ricopre le vie respiratorie, facilitando l’aggressione da parte di virus e batteri.

Ecco allora che il neonato inizia a presentare i sintomi di un comune raffreddore, con rinite, mal di testa, tosse e talvolta febbre.  Si tratta solitamente di laringiti o tonsilliti (a seconda del tratto di gola aggredito) che richiedono solo riposo e qualche precauzione in più, come ad esempio non esporre il neonato a getti d’aria e correnti.

In caso di febbre è possibile somministrate paracetamolo o altro antipiretico indicato dal pediatra. Per calmare invece la gola e lenire la tosse se presente può essere utile dare al bambino degli sciroppi specifici a base di timo, miele e altre sostanze naturali dalle spiccate proprietà antinfiammatorie e calmanti.

E per prevenire le infezioni a carico della gola? Vestire sempre in modo adeguato il tuo piccolo, evitando capi troppo pesanti quando fa caldo per non farlo sudare troppo e coprendolo invece con un giubbino o un golfino leggero quando la temperatura inizia a scendere.

Gastroenteriti e intossicazioni alimentari

Le alte temperature favoriscono anche la diffusione di molti virus come la Salmonella, l’Adenovirus e il Rotavirus che colpiscono il tratto intestinale, causando dolori addominali, disappetenza, vomito e diarrea.

Una possibile complicazione di gastroenteriti e intossicazioni alimentari è data dal caldo che favorisce la dispersione di liquidi nel neonato attraverso il sudore: in presenza, dunque, di vomito e diarrea è altamente probabile che il bambino vada incontro a disidratazione, per cui sarà necessario somministrare liquidi e chiedere quanto prima il parere di un medico. Se il bambino è molto piccolo e rifiuta di nutrirsi, valuta insieme al pediatra la possibilità di un ricovero per favorire la reidratazione.

La migliore prevenzione per questo tipo di disturbi è l’igiene: evita di somministrare al bambino cibi poco cotti o frutta e verdura non lavata o lavata male e assicurati che fra i membri della famiglia (soprattutto se ci sono  fratellini più grandi) non vi sia scambio di bicchieri, posate e altre stoviglie (ciucci e biberon compresi); un’altra buona abitudine, da conservare sempre, è quella di far lavare le mani al bambino con acqua tiepida e sapone prima di sedersi a tavola e maneggiare i cibi.

 Infezioni cutanee

La pelle del neonato è davvero molto delicata e, con il caldo, anche le infezioni cutanee tendono a proliferare. Fra le più diffuse, l’impetigine, dovuta ad agenti patogeni come lo Streptococcus o la Staphilococcus: i sintomi di questa infezione sono bolle piene di liquido diffuse su tutto il corpo da trattare con antisettici per via locale e antibiotici per via orale nei casi più gravi.

Altre infezioni della pelle abbastanza diffuse fra i bambini e non solo sono le micosi, il cui contagio è favorito dalla frequentazione di luoghi pubblici come docce e piscine. Il trattamento di questi disturbi, che si manifestano attraverso macchie squamose localizzate soprattutto sotto la pianta dei piedi, sul palmo delle mani e talvolta sulla superficie delle unghie, è di solito solo locale.  Per limitare questo tipo di infezioni è sempre bene far indossare al bambino sandali o ciabattine di gomma.

Ci sono poi le infezioni legate ad agenti esterni, come ad esempio le punture d’insetto: i morsi di zanzara di per sé non sono nocivi, ma se il bambino tende a grattarsi è possibile che il ponfo s’infetti richiedendo l’uso di creme a base di cortisone ed antibiotico per ridurre l’infiammazione. Leggi in questo articolo i consigli di Bimbo & Mamma per prevenire le punture di zanzare.

Congiuntivite infettiva

La congiuntivite è un’infezione della membrana che ricopre la palpebra e parte del bulbo oculare. Può determinare non solo rossore e bruciore, ma anche secrezioni purulente e gonfiore localizzato: in estate, dato il maggior contatto con altri bambini ed oggetti esterni, è molto facile che il bambino contragga un’infezione agli occhi.

In questo caso, cerca di tenere la palpebra pulita utilizzando della garza imbevuta di soluzione sterile (in commercio esistono anche delle salviettine monouso già imbevute da passare sugli occhietti del tuo neonato) facendo attenzione il più possibile a che il bimbo non si tocchi il viso con le mani, rischiando così di trasmettere l’infezione all’altro occhio.

Dato che la causa di un’infezione agli occhi può essere sia un virus che un batterio, la cosa migliore è quella di effettuare subito un tampone per individuare la terapia più adeguata. La congiuntivite batterica va infatti curata con un collirio antibiotico, mentre per quella virale è preferibile optare per colliri antinfiammatori allo scopo di ridurre i sintomi. Nel caso infine di congiuntivite allergica il medico prescriverà un antistaminico.

Purtroppo le congiuntiviti nel neonato tendono ad essere molto frequenti anche per l’immaturità del dotto lacrimale: una corretta igiene  in questo caso può essere utile per evitare le infezioni di origine batterica e recidive a quelle di tipo virale.

Otiti virali e batteriche

Se il bambino accusa dolore all’orecchio o si mostra insofferente quando gli tocchi questa parte del corpo la causa potrebbe essere l’otite. Anche in questo caso, le elevate temperature possono facilitare il contagio soprattutto delle forme batteriche, vista la presenza di numerosi agenti patogeni anche all’interno delle nostre case.

Come nel caso delle congiuntiviti, il neonato è maggiormente esposto al rischio di otiti per via del fatto che il suo apparato uditivo è più corto di quello degli adulti, quindi è molto facile per batteri o virus già presenti nella gola o nel naso risalire, andando così a colpire l’orecchio. Se trascurata un’infezione all’orecchio può portare alla perforazione del timpano e altri disturbi molto gravi, per cui nel casosi  sospetti un’otite è sempre bene consultare un medico per farsi prescrivere una terapia adeguata, solitamente a base di antibiotici per via locale od orale, a seconda della gravità dell’infezione.

In attesa che l’antibiotico faccia effetto, puoi cercare di lenire il dolore all’orecchio al tuo bambino utilizzando del paracetamolo (utile anche in caso di febbre) oppure effettuando lavaggi nasali per facilitare la riduzione dei muchi che inevitabilmente finiscono nell’orecchio; anche far dormire il neonato con la testa un pochino alzata favorisce la diminuizione del dolore in quanto riduce la pressione sul timpano.

È stato osservato che  l’allattamento al seno assicura in genere una maggiore protezione nei confronti sia delle otiti che di altri disturbi tipici dell’età pediatrica in quanto rafforza le difese immunitarie. Per il resto, osservare le comuni regole d’igiene ed evitare di far venire il bambino in contatto con fumo di sigaretta e altre sostanze irritanti riduce il rischio di infezioni all’orecchio in quanto questi due fattori possono favorire il ristagno dei muchi e la loro risalita all’interno del condotto uditivo.

 

 

 

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