Alimentazione Bimbo e Mamma

Cosa fare in caso di allergia alimentare nei bambini

allergia-alimentare-nei-bambini

Le allergie alimentari sono sempre più diffuse non solo nella popolazione adulta ma anche fra i bambini, tanto che si stima che solo in Italia circa un bambino su 7 soffra di una qualche forma di allergia nei confronti di uno o più alimenti, pari a circa 600 mila soggetti.

A differenza delle intolleranze, che danno luogo a disturbi lievi e transitori, spesso anche a molte ore di distanza dall’assunzione dell’alimento, le allergie sono reazioni avverse del sistema immunitario ad un cibo che viene ritenuto come “non buono” e si manifestano pochi minuti o secondi dopo che l’alimento stesso è stato ingerito.

Potenzialmente, dunque, qualunque cibo è in grado di causare allergia alimentare nei bambini, anche se gli alimenti che più frequentemente possono dare adito a questo tipo di problemi sono l’uovo, il frumento (a causa della presenza di glutine), il pesce e alcuni tipi di frutta a guscio come mandorle, nocciole e arachidi. Anche il latte vaccino è da tenere sotto controllo in quanto spesso causa di reazioni allergiche in neonati precedentemente allattati al seno.

Quali sono i sintomi di un’allergia alimentare

Nei bambini, come negli adulti, una reazione ad un alimento verso cui si ha una predisposizione allergica si verifica entro le 2 ore dall’assunzione.

Le manifestazioni più frequenti sono gonfiore e dolore addominale, vomito e diarrea, ma non sono rari anche i sintomi legati alla pelle come prurito, rossore ed edema (orticaria) al volto o agli arti inferiori e superiori; nei casi più gravi è possibile incorrere in difficoltà respiratorie quali rinite, asma bronchiale e spasmo della laringe.

Il sintomo più grave è lo shock anafilattico che comporta perdita di conoscenza e  può portare ad arresto cardio circolatorio se non si interviene in tempo.

In caso di allergia conclamata in un bambino è, dunque, opportuno che la mamma si assicuri di avere sempre con sé un farmaco di pronto intervento da somministrare in caso di ingestione incidentale.

Come si fa la diagnosi di allergia alimentare in un bambino

Il primo campanello di allarme per capire se un bambino soffre di un’allergia alimentare è dato dall’osservazione dei sintomi sopra descritti ogni volta che il piccolo assume un determinato alimento.

Per effettuare la diagnosi vera e propria è necessario, infatti, avere un quadro clinico accurato, che comporti anche una descrizione dettagliata dei sintomi e delle modalità di presentazione di questi ultimi dopo l’ingestione dell’alimento.

In caso di sospetto di allergia, dovrai per prima cosa sottoporre il tuo bambino a delle prove cutanee (prick test) che consistono nell’applicazione sulla cute dell’avambraccio di una piccola gocciolina di estratto dell’alimento, osservando poi la reazione locale.

Qualora invece ci siano situazioni che impediscono di effettuare il prick test (ad esempio se il bambino non collabora o se non è possibile sospendere la terapia con antistaminici) potrai in alternativa procedere ad un prelievo venoso alla ricerca di anticorpi IgE specifici per gli allergeni che si sospettano essere causa dei sintomi osservati.

Una volta accertata l’allergia, l’alimento ritenuto responsabile dovrà essere eliminato dalla dieta del neonato per un periodo di almeno 2 o 3 settimane: se in tale periodo i sintomi dovessero essere ancora presenti, sarà necessario eliminare altri tipi di alimenti per individuare quelli più a rischio.

Una volta individuato per esclusione il cibo responsabile di allergia, si procederà ad un test di scatenamento, cioè l’alimento o gli alimenti sospetti saranno di nuovo introdotti nella dieta tenendo il bambino sotto osservazione: se i sintomi di allergia ricompaiono avrai la prova che il cibo responsabile di allergia è proprio quello individuato.

Come intervenire in caso di allergia alimentare

Una volta effettuata la diagnosi in ospedale o presso un centro specializzato secondo l’iter sopra descritto, l’alimento individuato come causa di allergia dovrà essere eliminato dalla dieta e sostituito con cibi alternativi.

Nel caso, ad esempio, la causa di allergia fosse il latte vaccino,  se il bambino è nutrito con latte artificiale e non è stato ancora svezzato, potrai ricorrere a formule a base di riso o soia, oppure a prodotti per l’infanzia a base di amminoacidi, specifici per bambini intolleranti e/o allergici.

Tuttavia, è bene tenere presente che la dieta di esclusione deve essere interrotta dopo un certo tempo per vedere se l’allergia è ancora presente: alcune allergie alimentari, infatti, si risolvono spontaneamente con l’età, soprattutto se il bambino è molto piccolo.

Per la reintroduzione dovrai sempre affidarti al consiglio di un medico specializzato che sappia guidarti nel processo di reinserimento dell’alimento incriminato, al fine di verificare che l’allergia sia stata superata a tutti gli effetti.

Anche la prevenzione può avere un ruolo importante, soprattutto se in famiglia ci sono già altri soggetti che soffrono di allergia alimentare: allattare al seno, astenersi dal fumo durante la gravidanza, evitare il fumo passivo e areare ogni giorno la stanza di tuo figlio per ridurre l’umidità sono tutte misure che possono diminuire il rischio di allergia in quanto rafforzano il sistema immunitario del tuo piccolo e  migliorano l’ambiente in cui vive, abbattendo la concentrazione di altri allergeni (acari e pollini ad esempio).

Cosa fare in caso di assunzione involontaria

Il rischio che il tuo bambino possa assumere involontariamente il cibo responsabile di allergia per quanto ridotto, non può essere mai eliminato del tutto. Sarà dunque necessario che tu abbia sempre con te a portata di mano i farmaci per una terapia di emergenza, in particolare antistaminici, cortisone e adrenalina iniettabile.

Oltre al pronto intervento, soprattutto se i sintomi sono molto gravi, dovrai accompagnare il tuo piccolo al più vicino pronto soccorso per escludere uno shock anafilattico: in questi casi la tempestività è molto importante, quindi se temi che il tuo bambino abbia assunto incidentalmente un alimento sospetto, non esitare a chiamare un’ambulanza o a recarti subito in ospedale.

 

 

 

 

 

Commenti

commenti

Condivisioni