Allattamento

Quando arriva il latte materno?

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Se stai per diventare mamma e pensi di nutrire il tuo bambino al seno, forse ora ti starai chiedendo quando arriva il latte materno.

La risposta non è facile, in quanto il momento in cui il seno di una neomamma inizia a produrre latte varia da donna a donna: possono volerci dai 2 ai 4 giorni se sei diventata mamma per la prima volta, di meno se hai già avuto un altro figlio in quanto le tue mammelle sono già state stimolate ad allattare durante la precedente gravidanza.

Ma cosa avviene esattamente nei giorni che seguono il parto per far sì che avvenga la tanto sospirata montata lattea? Dal punto di vista chimico è molto semplice: il tuo corpo, una volta espulsa la placenta, quindi pochi minuti dopo la nascita del bambino, inizierà a produrre un ormone chiamato prolattina che andrà a stimolare la produzione di latte da parte della ghiandola mammaria.

In attesa della montata lattea, però, il tuo seno, già nelle prime ore dopo il parto e talvolta perfino nelle ultime settimane di gravidanza, inizierà a produrre colostro, una sostanza cremosa molto ricca di sostanze nutritive e anticorpi che rappresenta il primo nutrimento del tuo neonato.

Se vuoi sapere tutto ma proprio tutto sulla montata lattea continua a leggere perché nei paragrafi che seguono risponderemo ad alcune delle domande più comuni circa la fase iniziale dell’allattamento materno.

È possibile che il mio seno inizi a produrre latte in ritardo?

Talvolta può accadere che qualcosa interferisca con la risposta ormonale del tuo organismo al parto e quindi il tuo corpo inizi a produrre latte in ritardo.

Alcune delle cause più comuni che possono creare questo sono un parto molto stressante (ad esempio un cesareo d’urgenza, una fase di spinta superiore ad un’ora di tempo o un’emorragia molto intensa) oppure una patologia come il diabete gestazionale, in quanto valori troppo alti o troppo bassi di glicemia possono inibire la montata lattea.

Altri fattori che possono ritardare la produzione di latte oltre il quarto giorno dalla nascita del bimbo sono:

  • Ricorso all’epidurale o ad altre tecniche di analgesia durante il travaglio;
  • Nascita pretermine del bambino;
  • Cattivo funzionamento della tiroide o dell’ipofisi nella madre;
  • Obesità materna;
  • Difetti del seno a livello di tessuto o della ghiandola causati da malattie, interventi chirurgici o lesioni;
  • Uso di alcuni farmaci che inibiscono la produzione di ormoni.

Un altro motivo, per fortuna abbastanza raro, che può ritardare la produzione di latte materno è quando pezzi di placenta rimangono all’interno dell’utero, interferendo con il rilascio di prolattina: nel caso di placenta ritenuta avrai anche sanguinamento e dolori al ventre per cui, se dovessi avere questi sintomi e il latte dopo il parto fosse molto lento a venire non esitare ad informare subito il personale medico per procedere rapidamente con l’asportazione dei frammenti placentari rimasti all’interno.

Cosa posso fare per stimolare la produzione di latte materno?

Anche se la produzione di latte è legata a fattori ormonali, ci sono delle azioni che puoi fare per stimolare l’arrivo della montata lattea. Quali? Ad esempio, incoraggiare il tuo piccolo ad attaccarsi più spesso al seno: in questo modo non solo si nutrirà di colostro, ma succhiando stimolerà il rilascio della prolattina.

Se hai difficoltà ad attaccare il neonato al seno, chiedi aiuto alle ostetriche mentre sei ancora in ospedale: loro ti daranno sicuramente dei consigli utili per favorire la produzione di latte materno tramite la suzione.

Oltretutto, se il bambino fin dall’inizio si attacca perfettamente al capezzolo questo ridurrà il rischio di incorrere nella formazione di ragadi o mastiti, come spiegato in questo nostro articolo “Problemi dell’allattamento: ingorgo mammario, ragadi, mastite”.

Come faccio ad accorgermi che il latte sta arrivando?

Non è difficile accorgersi che il tuo seno ha iniziato a produrre latte, ci sono infatti alcuni sintomi inconfondibili come ad esempio gonfiore e senso di pesantezza al seno e talvolta calore, formicolio e un lieve dolore.

Tuttavia, anche queste sensazioni possono variare da donna a donna: in alcune neomamme. ad esempio. la produzione di latte potrebbe essere così graduale da non comportare alcun senso di pesantezza, fastidio o dolore; in altre invece l’arrivo della montata lattea potrebbe svolgersi così rapidamente da rischiare la formazione di un ingorgo se il bambino ancora non ha imparato ad attaccarsi correttamente.

In questo secondo caso potrebbe essere utile svuotare il seno manualmente o con l’aiuto di un tiralatte meccanico per evitare che l’ingorgo sfoci in un’infezione o una vera e propria mastite.

Cosa faccio se il mio latte non arriva entro il quarto giorno?

Se è possibile individuare il motivo del ritardo (ad esempio un disturbo di salute o la presenza di frammenti placentari), la cosa migliore è chiedere consiglio al tuo medico oppure al pediatra sulle azioni da fare.

Cerca comunque di affrontare con serenità anche questa situazione perché lo stress certo non giova: nel frattempo il tuo bimbo si nutrirà ancora per qualche giorno di colostro, un nutrimento per lui abbastanza sostanzioso da assicurargli tutti i i nutrienti di cui ha bisogno.

E non dimenticare di tenere vicino a te il tuo piccolo, di incoraggiarlo ad attaccarsi in modo corretto sempre più spesso consolandolo con baci e carezze: anche le coccole, infatti, favoriscono il rilascio della prolattina, stimolando la produzione del prezioso liquido.

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