Il latte artificiale in Europa e in Italia
Il latte artificiale in Europa e in Italia
Il latte artificiale per neonati venduto in Italia è il più caro d'Europa. Nel resto della Comunità, infatti, il latte per neonati è più conveniente, sebbene la composizione sia conforme a quella prevista dalle ristrette normative della Comunità Europea. In Italia, il primo latte per neonati venduto a prezzo europeo è stato Neolatte, presente nelle farmacie italiane dal 15 febbraio 2005. Grazie alla commercializzazione di questo latte per neonati, le famiglie italiane hanno potuto risparmiare milioni di Euro. L’ingresso di Neolatte nel mercato italiano ha reso più competitivo il costo del latte artificiale per neonati, e i prezzi sono diminuiti. Difatti, dal 2005 molte marche di latte per neonati presenti sul mercato italiano, come il latte Humana, il latte Hipp, il latte in polvere Mellin e il latte in polvere Nidina, hanno costi più accessibili a favore di tutte quelle famiglie costrette a ricorrere al latte artificiale per neonati.
Perché il latte artificiale italiano è il più caro d'Europa?
La grande differenza di prezzo che esiste tra il latte artificiale italiano e quello di tutto il resto d'Europa dipende da molti fattori. In primo luogo, le normative che riguardano la produzione e la distribuzione di latte in polvere per neonati sono a carattere nazionale e non europeo. Per questo motivo, per il latte per neonati non si è mai tentata una trattativa unica, che riunisse più Paesi nei confronti dei produttori, presenti anch'essi su una pluralità di mercati nazionali. Inoltre, in alcuni casi, il nome di determinati tipi di latte artificiale differisce di Paese in Paese, come ad esempio il latte in polvere Nidina di Nestlè, che in Francia è venduto con il nome di Nidal Novaia e in Belgio con il nome di Nan. Le differenze nel nome non rendono il latte riconoscibile a livello europeo, e quindi creano un ostacolo all’acquisto oltreconfine. Da parte delle aziende produttrici, poi, l'acquisto diretto all'estero di latte per neonati non sembra conveniente, a causa dello scarso fatturato derivante dalla vendita del latte artificiale e degli elevati costi di trasporto e logistici in genere, nonché dei costi di rietichettatura dei prodotti con i nomi dei marchi e delle istruzioni in italiano.
Latte artificiale per neonati: i canali distributivi in Europa
Il latte per neonati, che sia di inizio, di proseguimento o di crescita, è distribuito al pubblico attraverso tre canali: farmacie, grande distribuzione organizzata (GDO), come supermercati e ipermercati, e catene di negozi specializzate in prodotti per l'infanzia. Le farmacie solitamente offrono al pubblico un'ampia gamma di marchi di latte artificiale, e sono in grado di procurare in poco tempo al consumatore un determinato latte per neonati da lui richiesto, non immediatamente disponibile sugli scaffali. Supermercati e ipermercati, invece, acquisiscono soltanto le marche e i tipi di latte artificiale più venduti, come il latte Hipp 1, il latte Hipp 2, il latte Humana 1, il latte Humana 2, il latte Humana 2, il latte Humana ha1, il latte in polvere Mellin e il latte polvere Nidina. L'assortimento delle marche che si ritrova sugli scaffali delle sanitarie è solitamente più ampio di quello disponibile presso i punti vendita della grande distribuzione organizzata.
Il consumo di latte in polvere in Italia
In Italia, i consumi totali di latte artificiale di inizio e di proseguimento per neonati come il latte Hipp 1, il latte Hipp 2, il latte Humana 1, il latte Humana 2 latte Humana 2, il latte Humana ha1, il latte in polvere Mellin e il latte polvere Nidina, sono di circa 6.300 tonnellate all’anno. Il consumo pro capite, calcolato sui numeri dei nati all'anno, è di 11,7 Kg. Di seguito riportiamo una tabella che dimostra che il consumo a persona di latte per neonati in Italia è tra i più bassi in Europa.
Nazione |
Nati anno |
Consumi (tonn.) |
Kg/nato |
Austria |
78.500 |
3.100 |
39 |
Belgio |
115.000 |
3.600 |
31 |
Francia |
746.000 |
28.800 |
39 |
Germania |
772.000 |
20.800 |
27 |
Grecia |
104.000 |
2.250 |
22 |
Gran Bretagna |
705.000 |
31.800 |
45,1 |
Irlanda |
53.000 |
2.700 |
51 |
Italia |
540.000 |
6.300 |
12 |
Portogallo |
114.000 |
2.200 |
19 |
Paesi Bassi |
200.000 |
6.100 |
31 |
Spagna |
380.000 |
11.600 |
31 |
UE |
3.807.500 |
119.250 |
31 |
Fonte: Dati AC / Nielsen 2003 - “Il Corriere della Sera” 8 / 3 / 2004




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