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3 modi per calmare un bambino che piange

31 Agosto 2016

  • Il Mondo dei Bimbi

Coliche, fame, freddo, sonno: i motivi per cui il tuo bimbo piange possono essere tanti e non sempre riuscire a calmarlo è semplice. Ecco tre modi per riuscire a tranquillizzarlo.

Un bambino che piange a volte stressa. La vita di una neomamma può essere alquanto stancante: faccende domestiche, visite dal pediatra, pannolini da cambiare, privazione del sonno. È per questo che un bimbo che piange ininterrottamente può diventare una fonte di stress non indifferente.

I bimbi, come è ovvio che sia, non riescono a calibrare bene le loro emozioni: è per questo che scoppiano a piangere e a ridere tanto facilmente e con altrettanta facilità passano da un’emozione all’altra. Il loro pianto, però, è sempre giustificato: per banale che possa apparire, c’è sempre una ragione per cui tuo figlio piange. Il problema è che a volte questo pianto può andare avanti per davvero tanto tempo e ci sono volte in cui sembra che nulla riesca a calmarlo. Ecco tre strategie da mettere in atto per rasserenarlo.

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#1 Capire cosa c’è che non va

Può sembrare banale, eppure i neonati piangono sempre per un motivo valido e il modo migliore per riuscire a farli smettere è individuare il problema e risolverlo. Purtroppo non esiste un dizionario per imparare a tradurre facilmente i bisogni di tuo figlio: solo il tempo, l’esperienza e il tuo istinto potranno guidarti. Nel mentre, passare in rassegna una serie di possibilità potrebbe tornare utile: ha le manine fredde? Suda? Quando ha fatto l’ultima poppata? La tutina è troppo stretta? Prima riuscirai ad individuare il problema e a risolverlo e prima entrambi tornerete a sorridere.

#2 Niente di meglio che una distrazione!

Proprio come gli adulti, anche i piccoli umani trovano grande beneficio da una distrazione. Con loro, però, può essere molto più semplice! Spesso infatti basta una musica sconosciuta, un nuovo oggetto colorato, un panorama diverso dal solito per richiamare tutta la loro attenzione e far sì che dimentichino perché stavano piangendo. Hai mai notato come, di fronte ad una faccia buffa, ad un aereo in alto nel cielo o ad un mazzo di chiavi che tintinnano il tuo bimbi sembri incantarsi?

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#3 La mamma (non) è sempre la mamma!

Si dice che la mamma è sempre la mamma: che come comprende e coccola lei il suo bambino, nessun altro mai! Questo vecchio detto, però, rischia di trasformarsi in una trappola. Ogni volta che il bimbo piange lo si porta dalla mamma e questo può incidere sulla sua stanchezza, stressandola ancora di più. Il problema è che i bambini avvertono il nervosismo e, allarmati, continueranno a piangere, instaurando un pessimo circolo vizioso. La soluzione è incaricare il papà, la nonna, la babysitter: chiunque possa farne le veci. Non sarà la mamma, ma saprà trasmettergli la serenità necessaria a tranquillizzarlo. Molte volte, comunque, capita che i piccoli piangano per noia o perché si sentono trascurati: riempirli di amore di di attenzioni è spesso la soluzione più semplice ed efficace.


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