Il latte preferito dalle mamme

Allattare con le ragadi al seno: come fare

9 Marzo 2017

  • Allattamento

Ecco di sicuro un argomento che interesserà molte neomamme come te: le ragadi al seno. La domanda più frequente che le donne si pongono è se, in presenza di ragadi, sia possibile continuare ad allattare. La risposta è che non solo è possibile ma è anche auspicabile che una mamma, in caso di ragadi, continui a porgere il seno al suo bambino, in quanto, soprattutto nelle prime settimane, un’interruzione delle poppate potrebbe compromettere per sempre la produzione del latte entro i dotti mammarie e impedirti di continuare ad allattare in futuro.

Nei casi più gravi, smettere di allattare improvvisamente a causa delle ragadi può anche provocare un vero e proprio ingorgo mammario, sfociando poi in un altro disturbo tipico delle donne che allattano, vale a dire la mastite, spesso associata a febbre e sovra- infezioni batteriche al seno.

In questo articolo ti daremo dunque alcuni consigli per continuare ad allattare nonostante la comparsa di ragadi al seno; prima di tutto però cerchiamo di capire in cosa consiste questo problema e da quali fattori è originato.

Cosa sono le ragadi e perché si formano

Allora, le ragadi non sono altro che delle fessurazioni o tagli che si creano sul capezzolo e/o l’areola del seno a causa di un modo errato del bambino di attaccarsi. Questi tagli possono provocare molto dolore e causare anche fuoriuscite di sangue e pus, soprattutto in presenza di complicanze come una mastite.

Esistono numerosi prodotti che puoi usare fin da quando scopri di essere incinta per prevenire le ragadi al seno: i più usati sono a base di lanolina, sostanza emolliente ed elasticizzante, che potrai usare anche dopo che il tuo bimbo sarà nato in quanto, anche in caso di ingestione, essa non provoca alcun danno al tuo piccolo.

Un’altra forma di prevenzione consiste nell’incoraggiare il bambino ad attaccarsi correttamente, staccandolo ogni volta che la suzione ti provoca dolore o la sua bocca ti sembra posizionata in modo errato, cioè anziché attaccarsi al capezzolo, esso tenta di succhiare in un altro punto dell’areola o del seno. Il modo migliore per farlo staccare è questo: metti una delle tue dita fra la bocca del neonato ed il tuo seno,  allontanando il viso del tuo bimbo delicatamente, incoraggiandolo poi a riprendere la poppata nel modo corretto.

Come allattare con le ragadi

Tutti i consigli che ti abbiamo dato potrebbero comunque rivelarsi inutili e, dunque, potrebbe accadere anche a te di sviluppare ragadi al seno nelle prime settimane di allattamento. Cosa fare in questo caso? Come abbiamo detto all’inizio, è necessario prima di tutto che tu continui ad allattare nonostante il fastidio e il dolore, per non far sfociare le ragadi in una mastite, disturbo molto più serio che potrebbe costringerti a rinunciare per sempre a nutrire il tuo bambino con latte materno.

Se il dolore dovesse però essere troppo forte, prova ad acquistare in farmacia o sanitaria un paracapezzolo, vale a dire un accessorio da mettere sopra il seno per impedire al bambino di venire a contatto con la tua pelle mentre lo allatti. Inoltre, per evitare sovra-infezioni, è necessario adottare alcune misure igieniche aggiuntive, quali pulire a fondo la porzione di pelle danneggiata prima e dopo ogni poppata.

Per pulire il seno procedi in questo modo: dopo aver rimosso eventuali residui di latte con una salviettina, lava l’area del seno interessata dalle ragadi e quella circostante con acqua e sapone neutro. Dopodiché asciuga con un asciugamano pulito: se non devi allattare subito dopo puoi anche applicare una crema antibiotica, ovviamente prescritta dal tuo medico, da tenere sul seno fino alla successiva poppata.

Per quanto riguarda gli indumenti, è preferibile optare per reggiseni in cotone e fibre non sintetiche, che hanno il vantaggio di far respirare maggiormente la pelle. Se in estate, approfitta per lasciare scoperto il più possibile il seno fra una poppata e l’altra.

Ovviamente in caso di complicanze quali comparsa di dolore più intenso, pus e aumento di temperatura corporea, contatta subito il tuo medico per farti prescrivere una cura antibiotica idonea. Nel caso di complicanze come lo svilupparsi di un’ infezione al seno, è necessario che anche il tuo bambino sia visitato per escludere che durante le poppate non abbia ingerito anche lui i germi responsabili dell’infezione: questo, infatti, potrebbe provocare nel bambino un disturbo molto comune, e per fortuna privo di conseguenze, chiamato “mughetto”. Tuttavia, se il tuo bambino ha il mughetto, le ragadi, venendo a contatto con la sua saliva, potrebbero metterci più tempo a guarire, quindi è necessario che vi curiate entrambi.

Ultimo consiglio, qualora il tuo seno in presenza di ragadi iniziasse a farsi più duro, gonfio e dolorante, dando come l’impressione di non essersi sgonfiato del tutto anche dopo la poppata, è probabile che si stia sviluppando una mastite, dunque è bene intervenire subito manualmente o con una tiralatte per svuotare completamente il seno dal latte rimasto imprigionato.


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