Il latte preferito dalle mamme

Come aiutare un bambino a vincere la timidezza

23 Agosto 2017

  • Guida al Bambino

La timidezza è un tratto distintivo della personalità di un bambino che si accompagna solitamente a gentilezza, dolcezza e sensibilità. Essere timidi non è dunque un difetto, anche se spesso un bambino timido può avere problemi a relazionarsi con le altre persone e in particolar modo coi coetanei. Ecco allora alcuni consigli che un genitore può seguire per spronare il proprio bambino a vincere la timidezza.

1 Non forzare le tappe

Molti bambini, pur essendo stati molto timidi da piccoli, col tempo e soprattutto con l’arrivo dell’adolescenza, tendono ad avere un carattere più aperto e socievole. Evita dunque di forzare le tappe del normale processo di sviluppo piscologico di tuo figlio, aiutandolo solo nei momenti di difficoltà e quando la timidezza tende ad allontanarlo troppo dai suoi coetanei, incidendo in modo negativo su autostima e sicurezza di sé.

2 Evita i paragoni

Parlare della timidezza del tuo bambino in sua presenza o fare paragoni con altri membri della famiglia come un cuginetto o un fratellino più spavaldi sono atteggiamenti da evitare in quanto non solo così facendo confermerai il suo carattere, ma lo farai sentire anche in estremo imbarazzo, facendogli credere di avere qualcosa di sbagliato. La timidezza invece è qualcosa che col tempo si può imparare a gestire, a patto però di avere abbastanza fiducia in sé stessi per farlo.

3 Incoraggialo quando si mostra più sicuro

Se da una parte le critiche non fanno bene, incoraggiare il tuo piccolo ogni volta che riesce a superare la sua timidezza potrebbe essere un modo per renderlo più sicuro. Se ad esempio accompagnandolo ad una festa, lui non ci pensasse proprio a staccarsi dalle tue gambe, appena vedi che si avvicina ad un amichetto in modo spontaneo, evita di esprimere frasi come “Ah, finalmente, ti sei deciso!” ma limitati ad allontanarti lentamente senza fare commenti. Una volta a casa, lodalo per il suo coraggio, facendogli notare che in questo modo si è anche divertito.

4 Fallo stare insieme ad altri bambini

Col timore di metterlo a disagio, molte mamme evitano di esporre il figlio mammone ad incontri con altri coetanei, così facendo però rendono ancora più difficile per lui imparare a socializzare. È invece molto importante aiutare il tuo piccolo a socializzare facendolo partecipare a feste ed attività con altri bambini. Se il tuo bimbo è ancora piccolo per andare a scuola, prova ad esempio ad iscriverlo ad una palestra o ad una ludoteca, oppure invita i cuginetti o i figli dei vicini a casa per una merenda. Anche se inizialmente sarà un po’ impacciato, col tempo vedrai inizierà a sciogliersi.

5 Scegli attività adatte a lui

I bambini timidi di solito non gradiscono la confusione e i giochi molto violenti. Evita dunque situazioni che possono aumentare il suo disagio, scegliendo giochi e contesti più vicini al suo modo di essere. Un gruppo ristretto di bambini in un ambiente tranquillo che lui conosce già in questo caso è quello che fa per lui! Col tempo, sarà lui stesso ad imparare a selezionare i suoi compagni di gioco, ma almeno inizialmente, per evitare situazioni spiacevoli, individua tu stesso dei bambini che abbiano un carattere mite e pacifico come il suo.

6 Abitualo a diversi contesti

Una volta che si sarà abituato a frequentare altri bambini in casa, mettilo alla prova portandolo in un ambiente nuovo, ad esempio al parco oppure a casa di qualche amichetto: anche se è probabile che all’inizio si senta un po’ spaesato, col tempo imparerà ad abituarsi a queste nuove situazioni. Per rassicurarlo, proponigli di portare con sé il suo gioco preferito, come una macchinina od una bambola, invitandolo a condividere i suoi oggetti con gli altri bambini presenti.

7 Intervieni solo in caso di difficoltà

Se dopo numerosi tentativi vedi che tuo figlio non riesce proprio ad inserirsi e rimane sempre in disparte, prova ad aiutarlo ma in modo molto soft. All’inizio potresti solo suggerirgli semplicemente cosa dire, poi se noti che vorrebbe ma proprio non ce la fa, prendilo per la manina e accompagnalo tu stessa a presentarsi ai nuovi amici. Attenta però a non rubare la scena: appena avrà preso coraggio, dovrai allontanarti per vedere come se la cava da solo con gli altri.

8 Chiedi consiglio ad un esperto

Se noti che il tuo bambino, già in età scolare, continua ad avere problemi molto seri a relazionarsi con gli altri, non esitare a chiedere consiglio ad uno psicologo o ad un neuropsichiatra infantile. Il più delle volte infatti la timidezza eccessiva è qualcosa con cui, col tempo, s’impara a convivere; quando però diventa un handicap che impedisce un normale sviluppo psicologico, alimentando insicurezze e paure, potrebbe essere utile fare un percorso guidato con un esperto. Spesso infatti dietro la timidezza, vi possono essere traumi infantili non rimossi (ad esempio la gelosia per l’arrivo di un fratellino) per cui è molto importante capire la fonte del suo disagio, individuando la strategia migliore per risolvere il problema.

9 Ascolta tuo figlio e asseconda le sue passioni

Capita a volte che un bambino si rifiuti di frequentare dei bambini da solo od in gruppo perché non ama i giochi che fanno o perché ha altre passioni. Cerca dunque di ascoltare sempre le esigenze di tuo figlio, assecondando le sue passioni più profonde: facendolo sentire accettato da bambini che hanno i suoi stessi gusti e preferenze, col tempo finirà con avere più sicurezza di sé e a non rifiutare più il confronto anche con bambini diversi da lui.

10 Trascorri del tempo con lui

Per sentirsi accettato e imparare a relazionarsi con gli altri, adulti o bambini che siano, il bambino ha bisogno anche della presenza dei propri genitori: cerca di passare con lui del tempo di qualità, facendo qualcosa di interessante e in linea coi suoi gusti. Se hai un pomeriggio libero, chiedigli cosa gli piacerebbe fare, ad esempio andare al parco o a vedere un film al cinema, lodandolo per la bella idea che ha avuto e sottolineando che anche per te sarà davvero piacevole fare quell’esperienza con lui.


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