Il latte preferito dalle mamme

Come favorire la produzione di latte materno

23 Gennaio 2018

  • Allattamento

Molte neomamme che nutrono al seno il loro bambino temono di non avere abbastanza latte per saziare il proprio piccolo.

Anche se è vero che in alcuni casi possono verificarsi degli scatti di crescita per cui la richiesta di latte è superiore all’offerta, nella maggior parte dei casi una mamma è in grado di adeguare naturalmente la produzione di latte in relazione al fabbisogno del proprio neonato.

Forse ora ti starai chiedendo come favorire la produzione di latte materno: se vuoi scoprirlo continua a leggere perché nei paragrafi che seguono ti spiegheremo come fare.

1 Chi ben comincia è a metà dell’opera

La produzione di latte materno avviene qualche giorno dopo il parto con la così detta montata lattea.

A stimolare la formazione di questo prezioso liquido è la prolattina, un ormone rilasciato dall’ipofisi, che inizia ad essere prodotto in gran quantità dopo l’espulsione della placenta; successivamente, è il bambino stesso, attaccandosi al seno, a stimolare la produzione della prolattina tramite la suzione.

Questo spiega perché è molto importante attaccare il tuo bambino al seno subito dopo il parto, ancora prima che il latte vero e proprio si sia formato: nelle prime ore dopo la nascita, infatti, il tuo piccolo sarà nutrito solo di colostro, una sostanza sierosa ricca di proteine, grassi e anticorpi che precede la montata lattea.

È dunque buona regola non aspettare più di 2 ore dalla nascita prima di attaccare il bambino e di attaccarlo sempre con una certa frequenza (non più di 3 ore di pausa fra una volta e l’altra, compresa la notte).

2 A richiesta è meglio

Come avrai ben compreso, il modo migliore per stimolare il tuo seno a produrre più latte consiste nell’attaccare il bambino spesso e con pause piuttosto brevi fra una poppata all’altra: questo è vero soprattutto nella fase iniziale dell’allattamento, quando appunto si preferisce optare per l’allattamento a richiesta.

Cosa significa esattamente allattamento a richiesta? Che dovrai attaccare al seno tuo figlio ogni volta che ha fame, lasciandolo poppare per tutto il tempo che vuole fino a che non si sarà saziato: all’inizio potrebbe sembrarti pesante e in effetti…. lo è!

Tuttavia col tempo la produzione di latte di adeguerà alle richieste del bambino, permettendoti di distanziare fra loro le poppate.

3 Tiralatte si o no

Alcuni esperti sconsigliano l’utilizzo di una tiralatte per favorire il deflusso del latte in quanto questo apparecchio non avrebbe lo stesso effetto della suzione esercitata dal bambino.

Tuttavia, se per alcuni motivi non puoi attaccare il tuo bambino al seno tutte le volte che vuoi, l’uso di un tiralatte rappresenta una valida soluzione per stimolare la produzione di latte, senza contare che, permettendo al seno di svuotarsi, esso impedisce anche la formazione di ingorghi mammari e mastiti.

4 Attenzione alla dieta

Anche la dieta occupa un ruolo importante nella produzione di latte materno.

Una neomamma che non assuma infatti il giusto apporto di liquidi e calorie difficilmente riuscirà a nutrire in modo adeguato il suo piccolo.

È dunque molto importante bere a sufficienza prima, durante e dopo ogni poppata, sia di giorno che di notte; per quello che concerne invece il fabbisogno calorico, si stima che in media una donna che allatta debba assumere dalle 400 alle 600 calorie in più al giorno.

Ci sono poi una serie di cibi che possono favorire la produzione di latte, fra cui anche alcune erbe cui è attribuito un vero e proprio potere galattoforo, in quanto in grado di stimolare la formazione del prezioso liquido; fra questi ci sono gli asparagi, le albicocche, il prezzemolo, la farina di avena, il fieno greco, la borragine, i fagiolini, le barbabietole, il finocchio, la verbena, il luppolo, le carote e i piselli.

Prova dunque ad aggiungere alcuni di questi alimenti con la tua dieta quotidiana, sia da soli che come ingredienti di brodi, zuppe e minestroni.

Al contrario, è bene evitare sostanze come l’alcool e la caffeina che non solo possono ridurre la produzione di latte ma hanno anche effetti negativi sul neonato e di sicuro, se assunti in quantità eccessiva, nuocciono anche alla salute della mamma!

5 Viva le coccole

Un altro ormone deputato a favorire l’allattamento in quanto consente la fuoriuscita del latte dai dotti mammari è l’ossitocina, prodotta dalla madre ogni volta che i seni vengono stimolati con la suzione: questa sostanza, indispensabile per consentire le contrazioni dell’utero durante il parto, è responsabile anche dell’attaccamento madre/ figlio in quanto in grado di influenzare positivamente il comportamento materno instillando nella donna senso di cura e protezione.

Chiamato anche ormone dell’amore, in quanto sensibile anche alla stimolazione emotiva e psicologica, l’ossitocina tende ad aumentare quando la mamma stringe a sé il suo piccolo o anche solo quando lo guarda o lo accudisce: ecco perché, per stimolare la produzione di latte, non c’è modo migliore che quello di scambiarsi reciprocamente una bella dose di coccole!

6 Seno al top

Anche il tuo seno, quando allatti, merita le dovute attenzioni onde evitare che il capezzolo si screpoli o si danneggi: ricorda dunque di idratare questa parte del corpo con una crema compatibile con l’allattamento (ad esempio quelle a base di lanolina) e di fare delle spugnature con acqua tiepida per alleviare eventuali fastidi e dolori.

Controlla anche il modo di attaccarsi del tuo bambino perché, se le sue labbra sono posizionate in modo scorretto, questo potrebbe causarti dolore.

È inoltre buona prassi pulire con del sapone neutro e dell’acqua tiepida i capezzoli dopo ogni poppata, soprattutto se noti la formazione di tagli o ragadi che, se trascurati, si potrebbero infettare, asciugando poi perfettamente l’area prima di coprire.

Se già sei alle prese con questo tipo di problema, leggere questo post “Allattare con le ragadi al seno: scopri come fare” potrà esserti di aiuto!

Anche il reggiseno che indosserai durante l’allattamento dovrà essere adatto allo scopo: meglio scegliere modelli in cotone naturale privi di ferretti e imbottiture che hanno il vantaggio di far respirare le tue mammelle fra una poppata e l’altra.

Questi accorgimenti anche se non influiscono direttamente sulla produzione di latte, servono ad evitare traumi al capezzolo e al resto del seno, evitando così il rischio di complicanze ed infezioni.

7 No alle interferenze

Dato che è la suzione il principale fattore che promuove la produzione di latte, è sempre preferibile non somministrare al bambino latte o altri liquidi tramite il biberon in quanto questo potrebbe interferire con il suo normale riflesso di attaccamento; anche il ciuccio è da evitare sempre per questo motivo.

Se per qualche motivo sei costretta a somministrare al neonato un’aggiunta a base di latte in polvere (sempre però su indicazione del tuo pediatra) invece che del biberon, puoi utilizzare un cucchiaino o una tazzina, al fine di non creare interferenze con la suzione al seno.

 8 Poppate movimentate

L’ultimo accorgimento che può aiutarti a favorire la produzione di latte consiste nello svuotare sempre entrambi i seni per ogni poppata: il modo migliore per farlo è quello di attaccare il bambino ad entrambe le mammelle ad ogni pasto.

Così facendo tutti e due i seni saranno adeguatamente stimolati a produrre più latte per le poppate successive!


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