Il latte preferito dalle mamme

Anna D'Addio

Ostetrica

Sono un’ostetrica, laureata nel 2004 alla scuola di Ostetricia di Caserta con tesi sulla distocia di spalla. Ho partecipato al corso di acquaticità in gravidanza e insegno ginnastica e rilassamento in acqua. Ho lavorato in sala parto presso varie struttura sanitarie a Napoli e Caserta. Sono lieta di rispondere a domande legate al parto, al delicato periodo del dopo-parto e all’allattamento.

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barbara

cara dottoressa,sono la mamma di due bambini uno di quasi 8 anni e uno di 2 mesi. Il primo figlio e‘ nato con parto naturale il secondo con cesareo a causa di due ernie lombari,mi hanno praticato un‘anestesia totale a causa di un fungo della pelle e ho tolto una cisti ovarica.Le premetto che il mio primo figlio mi ha destabilizzato,non dormiva mai,voleva stare solo in braccio e trovandomi da sola ho rischiato il mio sistema nervoso.memore di questo mi sono riproposta di non fare gli stessi errori col secondo.Purtroppo pero‘ il mio Valerio e‘ un viziatone vuole stare in braccio facendomi provare mille paure.A volte mi sento incapace,inadeguata piango come una bimba poiche‘ ho mille paure.Allatto il mio bimbo al seno ma a volte ho l‘impressione di non essere capace neanche in quello,tanto che ho quasi deciso di torglierli il seno.Essendo nervosa ho paura di fare un pastrocchio tra latte artificia,e si sa.Le premetto che mio marito e‘  infermiere ma non riesce a capirmi.Ho solo mille paure la prego mi aiuti.continuo ad allattarlo al seno pur avendo mille paure di ineguatezza,la prego mi aiuti.

L’ESPERTO RISPONDE…

Cara BARBARA, percepisco in lei tanta stanchezza: fisica perchè crescere due figli è fatica, emotiva perchè non c‘è mai pausa. Il primo sentimento che ci assale è proprio l‘inadeguatezza, anche se razionalmente ci rendiamo conto che il tempo non è mai abbastanza. I doveri occupano almeno 26 ore al giorno, di tempo per il sonno non ce n‘è mai e i bambini chiedono, chiedono, chiedono ancora!
Ma non solo loro! Chiede la casa, chiede il lavoro , anche il marito! Lui inoltre non capisce!
Il suo dolore, perchè questa è l‘unica parola che definisce le sue emozioni, ha bisogno di sostegno.
Come uscire dunque da questa situazione?
La prima causa è quella delle gravidanze, che sicuramente non sono una malattia, ma rappresentano una grande trasformazione. Vivere in due dentro un corpo solo coinvolge la sfera della propria vita totalmente; non è possibile distinquere il razionale, dall‘istinto, la realtà dall‘immaginario, la normalità fisica dalla patologia. Poi, invece di tornare all‘equilibrio originario, ci tuffiamo nell‘esperienza dell‘allattamento, che utilizza tante delle nostre energie!
Suo marito non capisce perchè la sua situazione ormonale, il suo essere uomo e non donna lo portano a vivere l‘esperienza/paternità in un altro modo, secondo la fisiologia maschile.
Non lo sto giustificando, cerchiamo solo di capire. Vorrei che continuasse ad allattare, perchè è proprio da questo piccolo esserino che potrbbe trarre la forza per reagire. Vorrei che mi riscrivesse, potremmo chiaccherare ancora un pò, del suo allattamento, dei suoi guai, delle sue gioie! L‘ascolto volentieri e con gioia le rispondo, perchè i suoi problemi sono comuni a tante mamme!

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