Il latte preferito dalle mamme

Francesco Rando

Ginecologo

Sono un Medico Chirurgo Specializzato in Ginecologia ed Ostetricia presso la Facoltà di Medicina di Napoli, laureato a pieni voti. Svolgo anche attività di docente di chimica cosmetologia, fisiologia e dermatologia e sono autore di numerose pubblicazioni scientifiche. Pratico la mia professione in varie strutture ospedaliere a Napoli e sono esperto in ecografie 3D. Sarò lieto di rispondere ad eventuali dubbi legati a contraccezione, fertilità, infertilità e gravidanza.

Per informazioni più precise sullo stato del bambino e sulle domande esposte su questo sito si prega di consultare uno specialista.

claudia

gentile dottor Rando, mi rivolgo ancora a lei… non so se riuscirò ad avere la sua risposta in tempo (giovedଠho la visita ecografica), ma il suo parere per é importante. premetto che ho partorito il primo figlio con un cesareo per sofferenza fetale, adesso dovrei scegliere come partorire il secondo figlio. sono partita con l‘idea di un secondo cesareo programmato, ma non disprezzo l‘idea di partorire naturalmente. non so per quale ragione però il mio inconscio mi blocca, cosଠda farmi pensare ad un naturale programmato. ma mi chiedo: é possibile? cioé, si può programmare l‘induzione delle contrazioni? forse la mia paura é quella di trovarmi sola a casa nel momento di partorire, non so, però questa cosa del parto naturale indotto programmato mi piace molto… si può fare? o é sconsigliata per qualche motivo? grazie molte.

L’ESPERTO RISPONDE…

Gentilissima Sig.ra

E’ ampiamente documentata in letteratura la possibilita’ che una donna affronti un travaglio e quindi un parto vaginale dopo un precedente taglio cesareo. ci sono pero’ una serie di considerazioni da fare .

Innanzi tutto parliamo di un singolo taglio cesareo nella storia della paziente; avere eseguito piu’ di un taglio cesareo nel passato  rappresenta una controindicazione specifica ad affrontare un travaglio ed un parto vaginale per i rischi maggiori che comporta. inoltre deve essere passato un congruo periodo di tempo dal precedente parto, almeno due anni. 

In secondo luogo, la paziente che desidera affrontare questo travaglio di prova, deve essere ben consapevole di questa scelta e ben motivata a partorire per via vaginale.  dovra’ pertanto firmare un consenso informato prima dell’inizio del travaglio, che verra’ consegnato ai medici della divisione al momento del ricovero.

La paziente deve tenere conto che, contrariamente al cesareo programmato, che in genere segue ad un pregresso cesareo, e che quindi consente di sapere in anticipo la data del parto, volendo affrontare un travaglio di prova bisogna attendere che comincino delle contrazioni spontanee.

Mi dispiace essere arrivato in ritardo e spero di averle comunque dato un quadro della situazione. In bocca al lupo e mi faccia sapere.

 

 

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