Il latte preferito dalle mamme

Barbara Paolinelli

Psicologa e Psicoterapeuta

Sono psicologa e psicoterapeuta, iscritta all’Ordine degli Psicologi della Provincia di Trento, luogo in cui svolgo la libera professione. Sono lieta di rispondere a domande che riguardano la genitorialità e altre problematiche di natura psicologica legate all’infanzia.

Per informazioni più precise sullo stato del bambino e sulle domande esposte su questo sito si prega di consultare uno specialista.

claudia

gentile dottoressa, avrei bisogno di un consiglio. un anno fa ho chiesto la separazione e mio marito ha iniziato a piangere sulla spalla del secondo figlio (ne abbiamo 3, nati nel 2008, 2010, 2014). ad ottobre il padre è tornato dai genitori ma per quel paio di mesi mio figlio ha vissuto malissimo tutta la situazione. da un mese a questa parte riscontro in lui di nuovo lo stesso nervosismo, la stessa tristezza, le stesse problematiche comportamentali che vedevo allora. ho scoperto che il padre, non solo stalkerizza me, ma che lo riempie di messaggi in cui gli chiede di informarlo riguardo i miei spostamenti, di avvisarlo se inizio una telefonata e anche di parlarmi per convincermi a tornare con lui. ho più volte parlato con il mio ex marito, gli ho chiesto di smetterla di fare stalking a me e di lasciare in pace il bambino, ma non demorde. mio figlio si trova tra due fuochi, il padre che gli chiede aiuto (e che quando si vedono, per poco che sia, gli piange tra le braccia come fosse un bambino anche lui!) a cui lui non riesce a dire di no, ma nello stesso tempo non fa quello che gli chiede perchè io sono stata chiara. sto facendo il possibile per limitare i danni, parlo molto con il bambino e gli spiego che deve stare tranquillo, che l’amore di mamma e papà non gli mancherà mai, che saremo sempre li per lui ( come per i fratelli), ma che le questioni tra me e il padre sono questioni che dobbiamo risolvere tra adulti, non devono essere preoccupazioni per lui.
penso che ad ogni discorso lui stia un pò meglio, ma ora sto male io.
da una parte cerco di avere pazienza, di limitare i danni su ogni fronte, di riparare ciò che lui continua a distruggere nei figli, il tutto con la speranza che ai bambini non manchi un genitore. dall’altra sono stanca, stanca di sopportare 100 messaggini al giorno, 50 squilli ad ogni ora del giorno e della notte, telefonate minacciose o indagatrici, dispetti e quei pochi weekend che stanno con lui (non rispetta gli orari di visita e li vede molto meno del previsto) ho l’impressione che faccia alienazione genitoriale con ogni sua forza. non so più cosa sia meglio, per me e per i miei bambini… non so più decidere quale sia la giusta mossa, penso di averle provate tutte, le buone e le cattive, l’ho minacciato di denunciarlo ma non è cambiato nulla, faccio finta di niente e non cambia lo stesso, gli parlo e mi pare di parlare al muro… ho paura di fare un passo falso e danneggiare ciò che ho di più prezioso al mondo: i miei figli!

L’ESPERTO RISPONDE…

Cara Claudia, i suoi figli, soprattutto il secondo, vanno assolutamente protetti, dallo stress logorante del presente e da possibili risvolti futuri negativi in termini di benessere psicologico. Dovrebbe parlare col suo avvocato del problema legato ai bimbi, e valutare se attivare una consulenza tecnica d'ufficio attraverso il tribunale dei minori, che valuti stato di benessere psicologico dei bimbi e le relative competenze genitoriali. Per quanto riguarda lei, dovrebbe anche informare il suo avvocato delle pressioni psicologiche e dello stalking di cui è vittima, per essere subito tutelata e protetta. Inoltre, deve rivolgersi ad un Centro Antiviolenza (ce ne sono un po' in ogni città) per chiedere consulenza psicologica per una protezione sua. Si prenda cura di se e dei bimbi, un saluto!

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