Il latte preferito dalle mamme

Francesco Rando

Ginecologo

Sono un Medico Chirurgo Specializzato in Ginecologia ed Ostetricia presso la Facoltà di Medicina di Napoli, laureato a pieni voti. Svolgo anche attività di docente di chimica cosmetologia, fisiologia e dermatologia e sono autore di numerose pubblicazioni scientifiche. Pratico la mia professione in varie strutture ospedaliere a Napoli e sono esperto in ecografie 3D. Sarò lieto di rispondere ad eventuali dubbi legati a contraccezione, fertilità, infertilità e gravidanza.

Per informazioni più precise sullo stato del bambino e sulle domande esposte su questo sito si prega di consultare uno specialista.

Giovanna Severi

Buongiorno, la ringrazio per la risposta e ne approfitto per chiederle un ulteriore chiarimento, dato che in quest’ultimo periodo di gravidanza gli “incidenti” sembrano moltiplicarsi:
In un bar mi è stato servito un pezzo di pizza tagliata su un piano “sporco” di briciole e brandelli di salume, con un coltello “sporco” allo stesso modo.
Mi è venuto il dubbio che sia avvenuta in questo modo una contaminazione incrociata.
Mancando poco più di 3 settimane alla data del parto, ho terminato i cicli di analisi e ho molto timore avendo letto che la toxoplasmosi contratta a fine gravidanza si trasmette quasi sicuramente al bambino, non dà segni visibili alla nascita ma ha sequele pesanti a lungo termine. Vorrei quindi chiederle:
È opportuno che io mi faccia prescrivere un ulteriore toxotest in considerazione di questo episodio?
Dopo quanto tempo si potrebbe vedere un eventuale contagio?
Se dovessi partorire prima della finestra di positivizzazione sarebbe comunque opportuno effettuare un controllo dopo il parto?
La ringrazio

L’ESPERTO RISPONDE…

Gentilissima

non deve fare nulla può stare tranquilla.

La saluto cordialmente

 

 

 

 

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