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Il travaglio: che cos’è e come affrontarlo

1 Luglio 2015

  • Il Mondo dei Bimbi

Molte future mamme non sanno bene cosa aspettarsi riguardo al travaglio. Cosa succede? Ma soprattutto, cosa devo fare? Scopriamo passo passo le risposte a queste domande che probabilmente ti stai già facendo da un po’!

Il travaglio

Quando il bambino e la placenta che l’ha protetto per nove mesi lasciano l’utero della mamma avviene il codiddetto travaglio. Nulla di fantascientifico, tranquilla. Scientificamente è un processo, per noi mamme è un momento molto delicato (emotivamente e fisicamente) di cui vogliamo sapere di più.

Il travaglio è formato da tre fasi: un primo momento in cui cominciano le prime contrazioni ed in cui la cervice non è ancora del tutto dilatata (può avere inizio anche una settimana prima del parto). La cervice deve arrivare a circa 10 cm per passare alla seconda parte: viene chiamata anche fase attiva del travaglio. Questa comincia nell’attimo in cui inizierai a spingere per far nascere il tuo bambino e la cervice sarà completamente dilatata: non spaventarti, è la cosa più naturale che esiste! Tuo figlio è venuto al mondo ed il travaglio termina con il secondamento, ovvero l’espulsione della placenta.

Come si affronta il travaglio?

Qualcuno ci ha detto “Donna, tu partorirai con dolore” e che si sia credenti o meno, chi lo ha detto aveva proprio ragione. La buona notizia è che l’intensità del dolore varia da donna a donna. C’è chi afferma di non aver provato alcun dolore, altre di più: il parto, infatti, è un’esperienza molto personale per cui non esiste una formula magica su come affrontare il travaglio ma solo delle regole generali per farlo al meglio. E’ importante sapere che, se il dolore è troppo forte, entro certi tempi puoi richiedere l’epidurale (ma di questo parleremo presto in un altro articolo).

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Photocredit: pixabay.com


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