Il latte preferito dalle mamme

Lo svezzamento: consigli utili

Consigli utili per un corretto svezzamento: quando iniziare e come arricchire la dieta dei tuoi bimbi in modo sano e variegato

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Svezzamento: dai cibi liquidi a quelli solidi

Lo svezzamento è un momento eccitante per ogni bimbo (e la disperazione di ogni mamma)! Nuovi sapori, nuove consistenze, tutte da esplorare e con cui giocare. Ecco come iniziare a svezzare il tuo bambino in modo semplice e divertente.

Per il bambino, che ha bevuto latte (artificiale o della mamma) per ogni giorno da quando è nato. Quando la mamma arriva sorridendo con il primo cucchiaino di pappa il bimbo scopre che esiste un mondo di sapori nuovi, una vera e propria esplosione! Pera, mela, banana, la carne… Per il bambino è un’esperienza tutta nuova: scopre per la prima volta gusti, colori e consistenze totalmente nuove. Anche le reazioni posso essere le più diverse: sputi, rigurgiti o mmm di bontà saranno il nuovo repertorio di questa fase della sua crescita. Armati di pazienza, sangue freddo e supererai anche questa. Sei una super mamma, dopotutto!

I primi incontri con il cibo saranno divertenti ma anche un po’…sporchi! I bimbi, infatti, le prime volte, più che mangiare, tendono a giocare con la pappa. La sputano, rovesciano il cucchiaino e tu scoprirai che c’è più cibo in terra di quello che sei riuscita a fargli mangiare. Non prenderlo come un problema: siamo solo agli inizi! Il buonumore ti aiuterà a rendere lo svezzamento un’esperienza più che positiva.

E’ importante scegliere il momento giusto per cominciare lo svezzamento: se è assonnato avrà sicuramente meno voglia di mangiare. Scegli un orario a lui comodo: quando è sveglio e pimpante. Fai le cose con calma, senza fretta prendendoti tutto il tempo che vi serve per cominciare. Puoi cominciare con il mischiare il latte che prende ogni giorno aggiungendogli un nuovo sapore. I cibi più gustosi per i bimbi in genere sono la zucca, la mela e la pera. Agli inizi le quantità di cibo possono essere anche pochi cucchiaini. Un po’ di cibo sulla punta del cucchiaio sono più che sufficienti. Attenzione alla temperatura, i bambini sono più sensibili di un adulto al calore!

Per evitare che il passaggio dal cibo liquido a quello solido sia traumatico per il piccolo cerca di trasformare lo svezzamento in un gioco divertente. Non preoccuparti del disordine. Lascia che il bambino giochi e tocchi il cibo con le mani, se vuole. L’attrazione più grande sarà sicuramente il cucchiaino colorato! Quando imbocchi il bimbo apri la bocca più che puoi, lui farà lo stesso per imitarti e la pappa, magicamente, diventerà un gioco! Se preferisce giocare piuttosto che mangiare, non scoraggiarti e non forzarlo a mangiare: servirebbe a poco. Puoi sempre provarci il giorno dopo! Se l’appetenza continua però, chiedi consiglio al pediatra senza troppa ansia.

 

Che cos’è lo svezzamento, le linee guida dell’OMS

Lo svezzamento (anche detto divezzamento o alimentazione complementare) è il naturale passaggio che ogni neonato fa da un’alimentazione di solo latte, materno o artificiale, ad una dieta variegata e ricca di cibi nutrienti. L’introduzione dei cibi solidi e semi-solidi era prima rigidamente regolamentata dalle mamme con tempi, quantità e qualità ben definite ma non ci sono mai stati studi a supporto di questo metodo. Oggi si tende a rispettare le inclinazioni, i gusti e i tempi del bambino, senza regole ferree. Il periodo indicato dagli organi mondiali della Sanità è generalmente dai 4 ai 6 mesi di vita (come l’ESPGHAN e EFSA, European Food Safety Autority) perché ritengono quello il miglior momento per l’introduzione di cibi oltre il latte materno.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha dato delle linee guida per lo svezzamento che, sinteticamente, ricordano ai genitori:

– raccomanda di allattare al seno il bambino fino a quando la mamma può e di continuare a farlo anche dopo che ha cominciato lo svezzamento (anche oltre i due anni)
– a sei mesi si può cominciare con l’introduzione dei cibi diversi dal latte
presta attenzione al bambino durante il pasto: ti farà capire quando è sazio o inappetenze
– dai la pappa con grande pazienza e lentamente, senza forzature
– se il bambino mostra di non gradire molto del cibo che gli offri prova una combinazione diversa o altri metodi per farlo mangiare
– i bimbi perdono facilmente l’attenzione: cerca di farlo rimanere concentrato sul cibo, inventa un simpatico giochino da fare in due o parlargli
– mantieni sempre al massimo l’igiene quando il bambino deve mangiare e mentre prepari la pappa: questo vale per tutte le persone che entrano in contatto con lui.
conserva gli alimenti in modo corretto e cerca, quando possibile, di consumarli subito dopo la preparazione
– le porzioni e la consistenza del cibo devo essere preparate in base all’età del bambino (aumentano man mano che cresce) e puoi aumentare le volte in cui prende gli alimenti complementari rispetto al latte
– garantire al bambino una dieta variegata gli fornisce tutti i nutrienti di cui ha bisogno. Se scegli la dieta vegetariana chiedi al pediatra informazioni sugli integratori necessari al bambino per una corretta crescita
– dare al bambino quotidianamente frutta ricca di precursori della vitamina A (favorisce la crescita delle ossa, protegge e mantiene sana la pelle) ed i legumi per fornire un adeguato apporto di grassi. Sicuramente da evitare sono tutte le bevande gassate e limitare l’uso di succhi di frutta ed altre bibite iper-nutrienti

Testo integrale dell’opuscolo divulgato dell’OMS

 

Svezzamento, le linee guida del Ministero della Salute

Tra il 4 ed il 6 mese di vita del bambino, lo abbiamo già detto, puoi cominciare lo svezzamento. A tal proposito, il Ministero della Salute italiano è molto chiaro: esistono dei consigli universali per tutte le mamme per aiutarle nel compito di insegnare ai propri figli ad a mangiare e ad avere un’alimentazione sana ed equilibrata. L’integrazione dei cibi solidi con una dieta composta di solo latte è un passaggio fondamentale per la corretta crescita di un bambino e va fatta secondo tappe, più o meno, simili per tutti adattando quello che si fa sulle esigenze del piccolo.

Per aiutare la mamma ad avere una guida alla cura del bambino e allo svezzamento il Ministero della Salute ha redatto l’opuscolo “Bambini e bambine nel mondo. Guida per le famiglie”. Tra il quarto ed il sesto mese è consigliata l’introduzione di alimenti diversi dal latte. In questa fase dello svezzamento è importante fargli assaggiare cibi ricchi di ferro come la carne, il pesce o i cereali.

Puoi dare il tuo latte fino ed oltre i due anni di età del bambino, come consigliato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Non esistono controindicazioni nel farlo, a meno che non esista un motivo (fisiologico o per propria scelta) per cui non puoi allattarlo al seno. Puoi sempre decidere di ricorrere al latte artificiale. Le uniche reali controindicazioni indicate dal Ministero per cui non è possibile allatta al seno sono la sieropositività della madre o l’assunzione di alcuni particolari farmaci. Nel caso in cui si faccia la scelta di allattare artificialmente (o anche, di integrare il latte materno) puoi utilizzare (seguendo le indicazioni del pediatra)

– latte dei primi mesi fino al compimento del sesto mese con una formula adatta
– latte di proseguimento dopo il 6° mese di vita

Ricordati di evitare i latti di capre e mucche perché poco adatti alla crescita del bambino: possono infatti provocare carenze di ferro e sono anche poco digeribili. L’importante è seguire sempre le istruzioni riportate sulla confezione e allattare il bambino con regolarità e, sopratutto, su richiesta (quando ha fame te lo fa capire, forzarlo a mangiare serve a poco).

Al compimento del sesto mese (o poco prima, a seconda del ritmo di crescita del bambino) iniziamo l’integrazione con i cibi semi-solidi e solidi. Armati di pazienza e cerca di capire se è il momento giusto perché il bimbo sappia deglutire i cibi più densi. Mantenere il latte come alimento principale ed aggiungere un po’ alla volta gli alimenti è il modo giusto per non far fare al bambino un passaggio graduale ad un’alimentazione da grande.

Il Ministero della Salute suggerisce anche alcune norme generali per lo svezzamento che sono, poi, regole di buon senso che ogni genitore ha:

– l’ordine in cui gli alimenti semi-solidi vengono introdotti nella dieta del bambino non è fondamentale. E’ importante, invece, rispettare le preferenze del bambino, quello che i genitori ritengono importante che impari a mangiare per variare la sua alimentazione e i consigli nutrizionali del pediatra.
– il glutine può essere somministrato senza paura: pastina e pane possono essere dati al bambino. Senza esagerare si possono dare al piccolo anche cibi salati e con un alto contenuto proteico: formaggio e carne appesantiscono il metabolismo quindi meglio darle in piccole dosi durante tutto il periodo dello svezzamento.
– bisognerebbe evitare di appesantire la poppata di latte con biscotti o creme.
– tra i primi alimenti che si possono provare ci sono i vegetali cotti e triturati (patate, carote); frutta grattugiata (banana, pera o mela); crema di riso aggiunta al latte.
– dopo una prima fase introduci cibi più complessi come riso, mais, tapioca e, senza esagerare, le proteine (carne e pesce).
– evita di aggiungere zucchero, sale e miele perché potresti favorire l’insorgere di carie e infezioni come il botulino. Evita anche gli alimenti grassi come alcuni tipi di latte e derivati.
– chiedi sempre al pediatra se devi aggiungere alla dieta delle vitamine specifiche per il bambino: riducendo la quantità di latte potrebbe averne bisogno.

Fonte: Ministero della Salute

 

Quando iniziare lo svezzamento?

Siamo arrivati al 4-6 mese di vita del bambino. Che facciamo adesso? Qual è il momento migliore per iniziare con lo svezzamento? L’aggiunta di cibi diversi dal latte della mamma ha sempre fatto litigare tantissimo esperti, pediatri e specialisti perché ognuno ha una propria idea. Negli ultimi anni sembra che siano tutti (più o meno) d’accordo sul consigliare ai genitori di seguire i ritmi di crescita del bambino e le sue esigenze. Quindi, basta con porzioni enormi, pappa con l’orologio alla mano e se non mangia non cresce. Ogni bambino ha un suo ritmo di crescita e di sviluppo: ti farà capire quando è pronto! Generalmente è consigliato dall’OMS di non cominciare prima della 17° settimana e non dopo la 26° settimana di vita per evitare lo sviluppo di allergie o intolleranze.

Nei primi mesi di vita il tuo bambino scopre, giorno dopo giorno, la vita. Colori, odori, suoni, le persone che lo amano e… i sapori dei cibi che impara a gustare quando inizia con la pappa! Lui cambia, cresce forte e sano e, tra un gioco, una risata ed un capriccio arriverà il momento di cominciare ad integrare il latte con altri alimenti più specifici che gli daranno il giusto nutrimento per una crescita corretta.

Per dare al tuo bambino una dieta varia e che soddisfi i suoi bisogni nutrizionali chiedi sempre consiglio al pediatra. Potrà darti le indicazioni (e, che rimanga tra noi, qualche trucchetto) per dargli tutto quello che gli serve per un’alimentazione completa che sia, però, complementare al latte che gli dai ogni giorno.

Svezzare nel modo giusto un bambino, oltre a garantirgli una sana crescita ed un corretto sviluppo, significa:

– assicurarsi che avrà un buon rapporto con il cibo
– riduce il rischio di intolleranze, allergie e carenze vitaminiche (in particolare di ferro)
– avrà un bilanciato apporto proteico e calorico dagli alimenti che assume.

 

Regole per il corretto svezzamento

Mamma mia, quante regole, consigli e quanti suggerimenti per far fare la pappa ad un bambino, vero? Cerchiamo di fare ordine e di capire quali, fra i consigli che ti abbiamo dato, quelli che sicuramente hai cercato in Internet e quelli che ti danno amici e parenti, sono quelli giusti per svezzare tuo figlio.

Innanzitutto, ci sono regole per il corretto svezzamento? Si e no. Oltre quelle che ti abbiamo suggerito (che sono quelle “ufficiali” dei vari organi italiani ed internazionali che tutelano la salute dei bambini) il resto… è buonsenso e tanto istinto materno. Se, come si è detto, i genitori devono seguire i ritmi del bambino la prima norma non può che essere di aspettare che lui sia pronto.

Il metodo più semplice ed efficace per svezzare un bambino è, solitamente, l’introduzione graduale dei vari alimenti, iniziando con piccole dosi. Questo serve alla mamma per capire se il bimbo riesce a gestire la deglutizione e tollera il cucchiaino, per saggiare la tolleranza delle nuove consistenze dei cibi e dei gusti che hanno. Aspettati qualche bleah, qualche lacrimuccia con contorno di capricci e qualche macchia di cibo… un po’ ovunque! Il cibo ed i bimbi non vanno d’accordo da subito, gli serve un po’ di tempo per conoscersi e diventare amici.

Per cominciare prova con qualche assaggio di frutta (meglio se mela o pera, più gustose e digeribili). Ricorda sempre che è importante che, durante lo svezzamento, che il 50% dell’apporto nutrizionale sia coperto dal latte, materno o di proseguimento, fino almeno all’anno di vita.

La pappa tipica da preparare per il bambino solitamente viene fatta con del brodo vegetale. Inizialmente si utilizza soltanto il brodo di cottura delle verdure e, successivamente, si aggiungono anche le verdure passate. Si possono aggiungere i carboidrati (semolino, crema di riso o semolino di riso) insieme ad un cucchiaio di olio extravergine di oliva ed un liofilizzato o omogeneizzato di carne. Nel pasto serale puoi sostituire la carne con il formaggio (grana, formaggino, crescenza, ricotta) ma con moderazione, alternandolo ad altri alimenti. Se il bimbo è ancora affamato, al termine del pasto, puoi dargli un vasetto di frutta.

Se il bambino rifiuta il pasto, come si fa? Mantieni la calma e non forzarlo! Se tuo figlio rifiuta i nuovi alimenti che gli dai non perderti d’animo: capita anche ai grandi di non gradire tutta la pappa! Prova ad introdurre pappe dolci (farine lattee o creme di cereali) e biscotti senza glutine e uovo aggiunto. Vedrai che, quando sarà pronto, il bambino tornerà presto ai pasti più tradizionali.

Preferisci i preparati destinati all’alimentazione per la prima infanzia perché garantiscono una maggiore qualità igienica e nutrizionale rispetto alle preparazioni domestiche.

Un consiglio per prevenire le intolleranze alimentare nei bambini durante lo svezzamento è quello di introdurre un alimento per volta nell’alimentazione del bambino mantenendolo per almeno 5 giorni di fila. Potrai così notare l’insorgere di eventuali intolleranze e risolvere subito contattando il pediatra e chiedendogli cosa fare. Generalmente sono lievi intolleranze, quindi non preoccuparti più del dovuto.

Nonostante noi grandi siamo abituati ad aggiungere il sale quando cuciniamo qualcosa avendo a che fare con i bambini (e quindi con un metabolismo diverso) questo condimento andrebbe evitato. Ricordati, infatti, che gli alimenti contengono già nella loro composizione il cloruro di sodio quindi aggiungerlo è inutile. Evitiamo anche di dare ai bambini assaggini di alimenti non proprio adatti alla loro età! Stai alla larga anche dalle bevande gasate e ad alta concentrazione di zuccheri perché, oltre a togliere l’appetito, possono provocare diarrea e carie dentale. Le fondamenta per una corretta alimentazione cominciano dallo svezzamento.

 

Svezzamento: una pappa e tante scuole di pensiero

Ti ha fatto capire in tutti i modi che è arrivato il momento? Mani nel piatto di mamma e papà, urletti di felicità quando si siede a tavola con voi e vede la “pappa dei grandi”? Ok, comincia lo svezzamento! Yuppi! E ora, come si fa? Che scuola seguo? Vegana, vegetariana, tradizionale? Cerchiamo di fare ordine insieme!

Ogni bambino, presto o tardi, manifesta interesse per il cibo. Ognuno con i suoi ritmi che vanno rispettati ed assecondati. Che tuo figlio sia allattato artificialmente o con latte materno, non cambia: l’ora dello svezzamento è arrivata e tu devi decidere come intendi insegnargli a fare la pappa 🙂 Come si capisce se tuo figlio è pronto ad imparare a fare la pappa? Devi assicurarti

– che il bambino sappia stare seduto da solo
– che abbia imparato a portare il cucchiaio alla bocca (o almeno sta imparando a farlo) anche con il tuo aiuto
– che sappia deglutire e masticare almeno un po’ per potergli preparare sostanze un po’ più dense del latte

così potrai scegliere metodo migliore e più adatto al tuo bambino per svezzarlo.

1) svezzamento tradizionale
Questo metodo di svezzamento, molto diffuso tra le mamme, è il più classico. Si tratta di introdurre gli alimenti uno alla volta nella dieta del bambino e mantenendoli per almeno 5 giorni per controllare l’insorgere di allergie o intolleranze. Viene consigliato dal pediatra con il compimento del sesto mese con un programma di svezzamento ed uno schema degli alimenti da seguire. Viene consigliata ai genitori un’alimentazione ricca e variata per la corretta crescita del bambino.

Si comincia con l’introduzione della frutta frullata (mela o banana, solitamente), poi con la prima pappa di brodo vegetale e le prime creme. Dopo qualche giorno si passa alla carne (prima bianca, poi rossa), alla verdura. Nel corso dei mesi si introducono legumi, formaggi, uova.

2) svezzamento naturale
Hai mai sognato che il tuo bambino impari a mangiare da solo? Con lo svezzamento naturale la scelta è quella di lasciare tuo figlio completamente libero di farti capire quali alimenti vuole e in quale quantità. Se hai allattato il tuo bambino a richiesta allora sarà facile per te capire che non può mangiare un bue intero da un giorno all’altro! Il passaggio dal latte ai cibi solidi deve essere graduale e, soprattutto, senza forzature.

Puoi proporre al bimbo tanti piccoli assaggi (vedi: Metodo degli Assaggini) di alimenti diversi e capire quale preferisce e in quali quantità. Se per una volta non dovesse mangiare tutto, tranquilla: ricordati che il latte materno o artificiale soddisfa il 50% del suo fabbisogno nutritivo.

3) svezzamento vegetariano
Questo tipo di svezzamento prevede di non dare al bambino la carne. Nella variante vegana, anche tutti gli alimenti di origine animale (carne, uova, pesce, e tutti i loro derivati). Le raccomandazioni sono sempre le stesse: seguire le inclinazioni del bambino, non forzarlo se non vuole mangiare e aspettare che sia pronto.
Premettendo che chi utilizza questo tipo di alimentazione deve (come negli altri casi) rivolgersi al pediatra per dare al bambino, nel caso ce ne fosse bisogno, integratori vitaminici per completare la dieta.

Questo programma di svezzamento prevede di cominciare con qualche cucchiaio di frutta fresca o cotta (meglio se di stagione e biologica) schiacciata, frullata o grattugiata e latte. Dopo l’introduzione della frutta si può sostituire una poppata di latte con la pappa vegetale (prima solo brodo filtrato poi aggiungere gradualmente le varie verdure combinate fra loro).
Alla pappa vegetale potrai poi aggiungere qualche cucchiaio di crema ai cereali, prima quelli privi di glutine come tapioca, grano saraceno, riso e mais.
Legumi: sono gli ultimi alimenti da dare al bambino in ordine di introduzione. Bastano 2 o 3 cucchiai di legumi per cominciare. Solitamente si prova con le lenticchie rosse, più gustose e poi si introducono man mano gli altri legumi (fagioli, ceci e così via).
Centrifugati, spremute e pappe dolci: si possono dare al bambino come spuntino. Le pappe dolci sono preparate con latte, frutta e crema di riso o mais: sono gustose e nutrienti.

 

Le tappe dello svezzamento mese per mese

A partire dalla 17° settimana di vita se il bambino si mostra pronto, si può cominciare a svezzarlo, introducendo nella sua dieta, assieme al latte, gli alimenti un po’ per volta. Vediamo quali sono le tappe dello svezzamento di tuo figlio mese per mese e quali sono gli alimenti consigliati.

Quattro mesi
Alla 17° settimana di vita il bambino può già essere pronto al primo incontro con la “pappa dei grandi”. Alla sera, insieme al biberon della poppata della buonanotte, puoi cominciare a dargli un cucchiaio di cereali senza glutine. Un modo per capire se comincia ad interessarsi al cibo.
Nota bene: non eccedere mai in quantità del cibo. Dagli sempre cibi di qualità e rispetta i suoi tempi: non è una gara, ogni bambino impara a mangiare secondo i propri ritmi.

Alimenti consigliati: farina di riso, tapioca o mais (anche il grano saraceno è un ottimo sostitutivo). Fai attenzione che siano senza glutine. Per la frutta puoi optare per pera o mela per cominciare. I liofilizzati di carne che puoi cominciare ad introdurre sono quelli di coniglio, agnello e tacchino. Il brodo vegetale puoi farlo con sedano, zucchine e patate, carote. Come condimento non utilizzare mai il sale (è già contenuto nei cibi) ma preferisci olio di oliva extravergine e parmigiano in moderate quantità.
Puoi aggiungere dei biscottini senza glutine al latte se magari il bimbo è un po’ inappetente o credi che non si sia saziato abbastanza.

Cinque mesi
Abbiamo fatto una prova con i cereali: è andata benissimo! Ora, però, mamma, si comincia a fare sul serio. Proviamo a far conoscere a tuo figlio il cucchiaino. Prova con un po’ di frutta o con un po’ di verdura passata. Se non dovesse andare tranquilla, puoi sempre metterla nel biberon a sera. Scommetti che non se ne accorgerà nemmeno?
Nota bene: la regola del “un alimento al giorno” è SEMPRE valida per evitare di incappare in intolleranze ed allergie.

Alimenti consigliati: sempre mantenendo le poppate (di materno o artificiale) comincia ad integrare nella prima pappa il semolino di grano o riso. Puoi anche continuare con i liofilizzati: a quelli di carne bianca puoi aggiungere il pollo ed introdurre quella rossa con manzo e vitello. Comincia con un po’ di pesce, consigliato è la trota per gli alti valori nutrizionali che contiene. Puoi cominciare anche a dargli un po’ di frutta come ananas e susine.

Sei mesi-Otto mesi
Ormai è certo che la “pappa dei grandi” è buona e il latte sta perdendo il suo fascino. Puoi cominciare a dargli i primi assaggini a pranzo. Frutta, carne e pesce saranno i nuovi gusti tra cui scegliere per il menù del tuo bambino.
Nota bene: non interrompere mai l’allattamento, materno o artificiale che sia. Metà del suo fabbisogno nutrizionale per crescere viene dal latte.

Alimenti consigliati: puoi cominciare a dare al bimbo le prime pastine e può mangiare tutti i gusti di omogeneizzati che preferisce. Aggiungi al latte formaggi più leggeri come la crescenza o la ricotta di mucca. Per il pesce è meglio preferire merluzzo e trota. Anche la sogliola è ottimo per gli omega3.

Nove mesi-dieci mesi
Cominciamo con le porzioni più abbondanti e a ridurre il latte gradualmente. La frutta, la verdura e la pappa in generale non viene più sminuzzata fino a farne una poltiglia ma puoi cominciare a provare a dargli qualche boccone più grosso. Seguilo sempre durante il pasto, non perderlo di vista e accompagna sempre con un sorso d’acqua il boccone di pappa per aiutarlo a deglutire meglio.Puoi cominciare anche a dargli qualche verdura cruda e a fargli assaggiare la pastina, il pane ed altri farinacei.
Nota bene: 4 pasti sono i pasti (consigliati) da fare durante la giornata. Due pasti sono a base di latte e nei restanti due comincia ad integrare, oltre agli alimenti consigliati, anche l’uovo.

Alimenti consigliati: la carne (da acquistare sempre fresca) può essere sia bianca che rossa: via libera quindi a pollo, tacchino ma anche a vitello e manzo. Può essere introdotto l’uovo ed il pomodoro (magari bollito nel brodo vegetale, insieme alle verdure. Irrobustisci il suo intestino con le verdure più complesse come bietole e spinaci. Se lo ritieni opportuno, qualche fettina di prosciutto crudo ed il salmone varieranno la sua dieta. Hai già pensato a dargli le lenticchie, ricchi di ferro, vero? Ora puoi!

Undici mesi-Dodici mesi
Manca poco perché cominci ad ordinare al ristorante! Ormai si siede a tavola con voi, con tanto di manine nei piatti di mamma e papà. Tanto vale che, visto che è così “pronto” mangi quello che mangia tutta la famiglia 🙂 Ovviamente… fai i pezzetti più piccoli dei tuoi, anche se, scoprirai che ha più fame di te al compimento del primo anno!
Nota bene: non interrompere l’allattamento. Molti specialisti consigliano anche fino i due anni e mezzo.

Alimenti consigliati: si al riso, alla pastina all’uovo, anche a quelle con glutine (quelle però puoi dargliele già dal settimo mese di vita). Aggiungi anche i legumi come fagioli e ceci ed il pranzo è servito!

 

La tabella degli alimenti durante lo svezzamento

Ti è tutto molto chiaro su come funziona lo svezzamento ed il tuo bambino è pronto. Sei in tenuta d’assalto? Fermati, ti manca solo una tabella riassuntiva dei tempi e dei modi in cui distribuire i cibi all’interno del menù. Insomma, una guida che ti “guidi” all’interno del complicato mondo delle mamme che insegnano ai propri bimbi a mangiare!

il neonato può essere nutrito di solo latte fino al compimento del sesto mese di vita senza problemi. La finestra utile per cominciare lo svezzamento è tra i 4 ed i 6 mesi a seconda della predisposizione del bambino. Per procedere con i pasti complementari deve stare bene in salute, essere capace di star seduto da solo e riuscire a masticare e deglutire.
Comincia con la frutta: omogeneizzata o frullata va benissimo tra il quarto ed il sesto mese. Successivamente, può essere grattugiata o tagliata a pezzetti. La frutta può essere data al bambino anche come succo di frutta (non esagerare perché contengono molti zuccheri) e, dopo l’anno, arricchita con lo yogurt.
Per la prima pappa si consiglia sempre di cominciare con il brodo vegetale. Diventerà la base per tutti i pasti del bambino con l’aggiunta di parmigiano, verdure tagliate o frullate, riso, tapioca o mais. Verso l’ottavo mese, poi, si potrà alternare con il brodo di carne.
Al sesto mese si può introdurre la pastina senza glutine. Dopo si possono scegliere anche alimenti con glutine e si introducono i cereali. La carne (prima bianca e poi rossa) può essere data dal quinto mese in poi.
All’inizio del nono mese via libera ai legumi e al pesce. Successivamente anche agrumi e uova hanno il bollino verde!
Dal 12 mese il bambino può tranquillamente cominciare a mangiare il cibo della mamma e del papà se i suoi ritmi lo permettono.

E’ importante variare anche gli alimenti all’interno della dieta del bambino: puoi alternare 4 volte la settimana carne e pesce, limitare il prosciutto crudo e le uova ad una volta alla settimana mentre i legumi ed il formaggio sono consigliati massimo due volte alla settimana.

 

Qualche trucco per convincere il bambino a fare la pappa

È arrivata l’ora della pappa! Il tuo bambino ti sta guardando con uno sguardo curioso (e pronto alla sfida!) mentre prepari sua pappa. Ti siedi, pronta ad usare il metodo sta arrivando l’areoplanino ma, all’ultimo momento, ecco che gira la testa oppure ne assaggia un po’ per poi sputare il cibo creando una piccola opera d’arte sul pavimento. Non scoraggiarti: la pappa non deve essere una tragedia ma un momento di normale vita quotidiana che può essere reso divertente e piacevole con qualche trucchetto. Convincerlo a mangiare non sarà più un problema!

Consiglio 1 – Usa la dolcezza!
Uno dei trucchi più vecchi del mondo, tramandato da nonne e mamme in tutto il mondo: aggiungere al cucchiaio di pappa qualcosa di dolce. Per esempio frutta o yogurt andranno sicuramente bene. I bimbi sono golosi quanto gli adulti, se non di più! Se fa qualche capriccio quando si tratta di mangiare le verdure aggiungi un po’ di purea di mela sulla punta del boccone. Vedrai che risultati!

Consiglio 2 – Un po’ di questo e un po’ di quello
Se stai cercando di fargli provare un nuovo alimento che proprio non gli va giù, prova a preparare solo metà porzione. Accompagna l’altra metà della pappa preparando qualcosa per cui va matto: mezza porzione di quello che gli piace davvero tanto! Tenendo entrambe le metà nello stesso piatto (ma ben separate), prova a dargli prima un cucchiaio di quello che ama e poi uno della nuova pietanza. Funziona alla grande!

Consiglio 3 – Non usare mai la forza!
Anche se lui non vuole mangiare continua ad offrire la pappa al bambino sempre con dolcezza e non scoraggiarti se la rifiuta. Ricorda che lo svezzamento è una situazione nuova per lui a cui deve abituarsi. Non far diventare il momento della pappa una guerra ma divertente. Quando il bambino non è rilassato diventa difficile convincerlo a mangiare. Lo stress della forzatura lo porterà a rifiutare ancora di più il cibo.

Consiglio 4 – Tutto diventa un gioco
Quando riesci a far vedere al bambino il momento della pappa come un gioco, hai vinto. Fai in modo che il cibo sia una ricompensa per lui: chiedi al tuo piccolo di indicare un oggetto, un colore o di fare il verso di un’animaletto, per esempio. Ogni volta che indovinerà potrai dargli un po’ di pappa come un premio.

Consiglio 5 – Diventa creativa!
Usa un piatto piano che abbia un disegno da scoprire una volta finita la pappa o decora il cibo in modo che sembri una faccia o un disegno. Carote per i capelli, una fetta di mela per il sorriso ed il pranzo è servito! Se il bimbo associa il cibo a qualcosa di divertente sarà più propenso a mangiarlo.

Non serve altro per rendere la pappa semplice e divertente a parte l’ingrediente principale: la pazienza!