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L’utero retroverso può ostacolare una gravidanza?

23 Ottobre 2019

  • Guida alla Gravidanza

L’utero di una donna ha normalmente la forma di una pera rovesciata, con la parte aperta (cervice) rivolta in avanti. In alcuni casi, però, l’utero femminile si presenta inclinato all’indietro e in tal caso si parla di utero retroverso.

Questa anomalia può essere presente nella donna fin dalla nascita oppure essere sopraggiunta dopo a causa di una patologia, come ad esempio un fibroma o un’infiammazione, oppure a seguito di un aborto o di un parto particolarmente difficile. Può verificarsi anche in soggetti molto magri in cui si assiste ad uno spostamento degli organi verso il basso oppure durante la menopausa per il rilassamento delle ossa e dei tessuti.

Dal punto di vista clinico, l’utero retroverso raramente presenta sintomi evidenti. In genere la donna se ne accorge solo a seguito di una visita ginecologica interna o un rilievo ecografico. Solo in alcune circostanze, questa anomalia dell’utero può dare luogo a dolori durante i rapporti sessuali od il ciclo e può rendere difficile l’inserimento di tamponi. È stata inoltre riscontrata una maggiore incidenza di infezioni del tratto urinario ed incontinenza nelle donne con utero retroverso rispetto a quelle con utero in posizione normale.

Fra le cause più comuni di utero retroverso non congenito ci sono non solo i fibromi e la malattia infiammatoria pelvica, ma anche l’endometriosi in quanto il tessuto cicatriziale che si viene a formare a seguito della malattia può far sì che l’utero cambi posizione attaccandosi in maniera arretrata. La stessa cosa può avvenire a seguito di un parto o di un intervento chirurgico all’apparato riproduttivo.

Quando una donna scopre di avere un utero rovesciato, in genere la prima preoccupazione riguarda la capacità o meno di restare incinta. Scopriamo dunque insieme se  l’utero retroverso può ostacolare una gravidanza e/o se può influire in qualche modo sul parto.

Utero retroverso e gravidanza

È bene chiarire fin dal principio che la condizione di utero retroverso non influisce in genere sulla capacità di una donna di concepire. Tuttavia se questa anomalia risulta associata ad alcune patologie come i fibromi o l’endometriosi, allora in questo caso potrebbero esserci dei problemi sia nel concepire che nel portare  a termine una gravidanza. In questi casi, potrebbe quindi essere utile valutare la possibilità di ricorrere a tecniche di fecondazione assistita.

Ciò detto è bene comunque considerare che quando si ha utero retroverso potrebbero esserci alcuni disagi legati alla gravidanza. Il fatto che infatti la cervice risulti rovesciata potrebbe causare più pressione sulla vescica nelle fasi avanzate della gestazione, provocando a sua volta incontinenza oppure difficoltà ad urinare. Anche le infezioni urinarie o la formazione di varici potrebbero essere condizioni più frequenti in una donna incinta con utero retroverso.

Capita inoltre a volte che soprattutto all’inizio il rovesciamento dell’utero renda più difficile la rilevazione tramite ultrasuoni, costringendo il medico a ricorrere agli ultrasuoni transvaginali durante il primo trimestre per vedere la progressione della gravidanza.

Utero retroverso e parto

Anche riguardo il parto in genere l’utero retroverso non comporta alcun tipo di problema. L’utero infatti tende a raddrizzarsi man mano che si avvicina il momento della nascita e nelle maggior parte dei casi, già alla fine del primo trimestre, si è messo nella posizione normale a causa dell’aumento di volume.

 Se questo non avviene, a causa di particolari condizioni come la presenza di cicatrici o aderenze, il parto naturale è comunque possibile anche se il travaglio potrebbe essere più lungo e doloroso del normale.

Altre anomalie dell’utero che possono influenzare il parto e la gravidanza

Oltre l’utero retroverso esistono altre anomalie a carico di questo organo che possono influenzare in qualche modo l’andamento di una gravidanza oppure in parto. Vediamole più da vicino.

Utero bicorne

Se hai un utero bicorne, significa che il tuo utero non ha la forma di una pera rovesciata ma quella di un cuore. Anche in questo caso si tratta di un’anomalia congenita che raramente presenta sintomi e che la donna scopre di avere solo a seguito di un esame pelvico o un’ecografia.

I sintomi associati ad un utero bicorne sono però di solito più gravi di quelli associati ad un utero retroverso, infatti può dare luogo a:

  • dolori anche severi durante il ciclo o i rapporti sessuali
  • sanguinamento vaginale irregolare
  • aborti ripetuti

Ciò nonostante anche l’utero bicorne in genere non influisce né sulla capacità della donna di rimanere incinta né sulla possibilità di procreare, pur esistendo però una maggiore incidenza di aborti tardivi o parti pretermine nelle donne che presentano questo tipo di condizione come conseguenza del fatto che l’utero a cuore genera di solito contrazioni uterine irregolari o ridotta capacità uterina.

Nelle donne con utero bicorne infine il bambino tende ad assumere a fine gravidanza una posizione podalica, quindi c’è anche un maggior ricordo a parto cesareo.

Utero setto

In alcuni casi l’utero femminile può risultare diviso in due da una membrana: in questo caso si parla di utero setto.

Questa condizione è di norma di origine congenita e, quando la fascia di tessuto che divide l’utero è molto spessa, pur non influendo in alcun modo sul concepimento, è comunque in grado di impedire il procedere di una gravidanza causando aborto spontaneo.

Esiste però la possibilità di rimuovere la membrana in modo chirurgico al fine di garantire alla donna portare a termine la gestazione. In tal caso però l’intervento deve essere effettuato prima del concepimento.

Doppio utero

Accade a volte che la donna presenti fin dalla nascita non uno ma due uteri, ciascuno con una propria cervice.

Si tratta chiaramente di un evento molto raro che in genere viene diagnosticato in occasione di una visita pelvica di routine anche perché del tutto asintomatico. Solo in alcune circostanze la donna con doppio utero può presentare anche una doppia vagina per cui potrà rendersi conto precocemente dell’anomalia (in genere in occasione del primo ciclo).

La prima cosa da dire è che è del tutto possibile per le donne con un doppio utero portare una gravidanza a termine. Tuttavia, la condizione comporta un aumentato rischio di aborto spontaneo o parto prematuro.

Nei casi più gravi in cui si manifestano interruzioni di gravidanza ripetute e ricorrente, è possibile ricorrere ad un intervento chirurgico per unire i due uteri.

Infatti, una delle cause di aborto spontaneo o gravidanza pretermine è proprio la ridotta dimensione dell’utero che di verifica quando la donna presenta non uno ma due organi riproduttivi.

Se hai un doppio utero e sei incinta, il tuo medico seguirà la tua gravidanza in modo attento e scrupoloso affinché tutto vada per il meglio.

Utero allargato

In alcuni casi l’utero femminile pur avendo una configurazione anatomica normale può presentarsi molto più grande del normale.

In genere questa condizione è legata ad alcune patologie pregresse come ad esempio i fibromi uterini. I sintomi in questo caso sono:

  • pesantezza nell’addome inferiore
  • addome sporgente
  • sanguinamento mestruale pesante
  • dolore alle pelvi
  • disagio durante il sesso
  • mal di schiena lombare

Alcuni fibromi però sono così piccoli da non causare sintomi evidenti.

Altre condizioni patologiche che possono comportare un ingrossamento dell’utero sono l’adenomiosi, patologia che comporta la crescita anomala di rivestimento uterino, chiamato endometrio, sulla parete uterina, e i tumori.

Anche durante la gravidanza l’utero si allarga, arrivando ad assumere dimensioni mille volte superiori a quelle originarie, ma già entro quattro settimane dal parto è destinato a tornare alle sue dimensioni originarie.


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