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Mal di testa nei bambini: come intervenire

17 Luglio 2018

  • Guida al Bambino

Il mal di testa nei bambini è un disturbo molto frequente, di cui soffre circa il 25% della popolazione infantile, talvolta anche in età abbastanza precoce.

Ciò nonostante, quando il bambino dice di avere mal di testa, papà e mamma sono spesso portati a pensare che si tratti di un capriccio, oppure attribuiscono tale dolore ad una causa secondaria, come stanchezza, febbre od influenza.

Tuttavia, il mal di testa nei bambini è un disturbo molto serio, che può talvolta risultare invalidante per il tuo piccolo se gli attacchi sono forti, prolungati e ricorrenti: ecco allora di seguito una serie di informazioni utili per affrontare al meglio questo di disturbo quando si presenta in età pediatrica.

Tipi di mal di testa nei bambini

Prima di tutto iniziamo col dire che non esiste un unico tipo di mal di testa ma se ne distinguono almeno tre:

  1. L’emicrania, con o senza aura;
  2. La cefalea tensiva;
  3. La cefalea a grappolo;

Entro il gruppo delle cefalee, occorre anche distinguere le così dette cefalee secondarie, cioè mal di testa attribuiti ad altre malattie che vanno da un banale raffreddore a patologie ben più gravi ma fortunatamente abbastanza rare come la meningite o il tumore cerebrale.

Tutte le altre forme di mal di testa, dalle cefalee all’emicrania, sono invece di natura genetica e sono dunque più frequenti nei bambini quando in famiglia sono presenti altri casi del genere.

Emicrania

L’emicrania, che è di solito la forma di mal di testa più diffusa fra i più piccoli, presenta sintomi abbastanza riconoscibili quali:

  • Nausea;
  • Dolori addominali;
  • Vertigini;
  • Fastidio per la luce, i suoni e gli odori;
  • Sonnolenza;
  • Senso di malessere generale.

Il dolore alla testa vero e proprio può non manifestarsi nei bambini molto piccoli, mentre di solito nei soggetti più grandi tende ad essere abbastanza forte e di natura pulsante, colpendo generalmente solo metà del capo.

Se con aura, l’emicrania nei bambini è preceduta da una sintomatologia molto particolare che prevede:

  • Offuscamento della vista;
  • Formicolio ad uno più arti;
  • Difficoltà nel parlare.

Cefalea tensiva e cefalea a grappolo

Tutti i tipi di cefalea primaria sono invece abbastanza rari nei bambini e tendono a manifestarsi con una certa frequenza solo in età adolescenziale.

La cefalea tensiva, ha come sintomo più evidente un dolore moderato e continuo che colpisce tutta la testa e può essere associato anche a nausea, vomito e intolleranza ai rumori forti e alla luce.

La cefalea a grappolo invece presenta dolore molto intenso anche se di breve durata, che colpisce di solito la zona intorno agli occhi; è associato quasi sempre a vomito, lacrimazione agli occhi, congiuntivite e talvolta abbassamento delle palpebre.

Il dolore compare all’improvviso, anche di notte, e ha una frequenza ciclica: gli attacchi possono arrivare a manifestarsi ogni giorno per settimane, talvolta mesi.

Cause di mal di testa in età pediatrica

Anche se le cause del mal di testa nei bambini sono di solito di origine genetica, ci sono alcuni fattori che possono favorire la comparsa del dolore.

Fra questi i più comuni solo:

  • Ore di sonno insufficienti;
  • Stress o ansia da prestazione, ad esempio se il bambino ha un basso rendimento a scuola o non ha un buon rapporto coi propri compagni;
  • Abuso di farmaci antinfiammatori o per il dolore;
  • Alimentazione insufficiente o troppo ricca di grassi e zuccheri;
  • Allergie, trauma cranico o altri disturbi concomitanti come ad esempio naso chiuso e raffreddore;
  • Anche alcuni difetti nella vista nei bambini, come ad esempio l’ipermetropia, possono scatenare mal di testa, ma di solito una riduzione dell’acuità visiva associata a dolore al capo è sintomo di emicrania con aura.

Trattamento del mal di testa nei bambini

Se il tuo bambino soffre di mal di testa, proprio come nel caso di cefalee ed emicranie negli adulti, occorre adottare due tipi di terapie:

  1. Una terapia di prevenzione;
  2. Una terapia in caso di attacco.

Nel primo caso si tratta di una serie di precauzioni che possono comprendere o meno l’uso di farmaci ma che più che altro mirano a modificare alcune abitudini di vita del bambino che possono predisporlo ad incrementare di numero e intensità i vari attacchi.

Questo può comprendere, ad esempio, una modifica della dieta del bambino, privilegiando cibi ricchi di vitamine e minerali e privi di grassi, zuccheri e sostanze eccitanti come il cioccolato o le bibite a base di caffeina, oppure una maggiore attenzione a rispettare i ritmi di sonno e di veglia; anche l’uso di integratori a base di magnesio e vitamina B possono aiutare l’organismo a contrastare la cefalea rafforzando il sistema immunitario.

Sarà infine opportuno rimuovere od alleviare tutte le possibili cause di stress nella vita del bambino, facendogli praticare se possibile sport all’aria aperta più volte a settimana.

Per quanto riguarda invece gli attacchi di cefalea o emicrania, sarà opportuno consultare il pediatra o il medico di un centro cefalee per comprendere l’antidolorifico più opportuno da usare a seconda dell’età del bambino e del tipo di mal di testa accusato: ibuprofene e paracetamolo sono i due principi attivi più comunemente impiegati in età pediatrica per contrastare il dolore, ma per quello che concerne dosi e modalità di somministrazione è sempre bene evitare il fai da te dato che anche questi farmaci non sono esenti da effetti collaterali.

Altri metodi che è possibile utilizzare per contrastare il mal di testa nella fase acuta sono quello di far distendere il bambino in una stanza buia, lasciandolo riposare o distraendolo con giochi e attività tranquille; se la causa del mal di testa fosse, ad esempio, lo stress, anche incoraggiarlo e tranquillizzarlo usando parole appropriate può certamente aiutare a migliorare la situazione.

Evitare, infine, di offrire cibo o bevande zuccherate al bambino se ha nausea o dolori addominali perché questo potrebbe peggiorare la situazione.

 

 


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