Il latte preferito dalle mamme

Il mio bimbo non parla: come faccio ad aiutarlo [PSICOLOGIA]

12 Gennaio 2015

  • Il Mondo dei Bimbi

Il tuo bambino non ha ancora parlato? Niente paura, qualche suggerimento per riuscire a capirne le cause e ad aiutarlo a dire qualche parola.

A volte può capitare che, passati i due anni, i bimbi ancora non riescano a pronunciare frasi di senso compiuto, ma soltanto qualche parolina sparsa. Il bambino si limita a poche parole: mamma, papà, bau, ad esempio. Cosa fare per capire se è il caso di cominciare a preoccuparsi?

Consultare sempre il pediatra

Quando un bimbo non rientra nei cosiddetti canoni dello sviluppo, la mamma comincia ad agitarsi: non parla correttamente, non si gira quando lo chiami, è distratto o non sta seduto per più di dieci minuti di fila. Sono tratti che, generalmente, accomunano molti bambini ma in alcuni può essere sintomatico di qualche deficit o, addirittura, di una sindrome più complessa. Onde evitare il quadro più catastrofico che Google può prospettare ad una mamma spaventata rivolgiti sempre al pediatra che saprà qual è il percorso giusto da intraprendere e se è il caso di cominciare a preoccuparsi sul serio.

Qual è l’età giusta?

Non esiste un’età giusta per crescere: ogni bambino, infatti (ed il pediatra ti confermerà questa teoria) ha un suo percorso di sviluppo. La crescita è una gara ad ostacoli ed ogni bimbo la corre in modo unico e personale: c’è quello più sveglio, più furbo ma ci sono anche bambini particolarmente pigri e che hanno grandi capacità ricettive ma che non vogliono utilizzare (per le motivazioni più disparate). Quindi, mamma, prima di allarmarti prova a:

  • stimolare la ripetizione di parole via via più complesse, scandendole in maniera chiara
  • creare un dialogo verbale particolarmente sviluppato con tuo figlio in cui, attraverso storie e filastrocche, stimoli la conversazione e l’apprendimento di nuove parole e frasi
  • se gioca da solo, prova ad interagire maggiormente la sua socialità: a volte è una questione di timidezza!

E se… 

E se, mamma, il tuo pediatra dovesse cominciare a preoccuparsi tira fuori l’istinto materno e non mollare: affronta un problema per volta e cerca appoggio nella tua famiglia. Ce la farai, sei una mamma e le mamme trovano sempre il modo.

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Credits Photo: Pixabay.com


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