Il latte preferito dalle mamme

Il parto: consigli utili per la gravidanza

Organizzare tutto in tempo per il parto: cosa portare in ospedale, consigli pre-parto e post-parto

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Ci siamo: hai aspettato nove mesi di gestazione. Notti insonni per la nausea, dolori alla schiena, il bagno è diventato il tuo migliore amico e ha visto il peggio di te. Tempeste ormonali, hai fatto talmente tanti prelievi che nemmeno te li ricordi più. Ti sei maledetta mille volte per aver guardato quegli assurdi programmi sul parto nei posti più strani pensando “ti prego non a me”. Sei diventata una campionessa di salto del divano e mi metto direttamente a letto per recuperare energie per il parto negli ultimi mesi? Bene, ora puoi finalmente dare un senso tutti i cambiamenti che il tuo corpo ha affrontato in vista del parto e permettiti di cominciare a sognare il volto del tuo bebè!

Adesso comincia il “vero” divertimento: vediamo come affrontare il percorso che ti porterà a sentire per la prima volta il vagito di tuo figlio e a stringerlo tra le braccia per la prima volta. Da cosa portare in ospedale per il parto alle informazioni sul travaglio al post-partum.

Organizzare tutto per il parto: cosa portare in ospedale

Il giorno del parto si avvicina ed è giunto il momenti degli ultimi preparativi. L’organizzazione della “valigia della mamma” da portare con sé in ospedale è uno di questi. Di quali cose la futura mamma potrebbe aver bisogno durante il travaglio e poco dopo il parto? Anche se non si è scelta ancora la struttura in cui avverrà la nascita è sempre bene avere tutto pronto entro le 36 settimane di gestazione per il momento del parto.

L’idea è preparare anticipatamente un borsone da portare in auto con tutto l’occorrente. Due borsoni sarebbero l’ideale: uno contenente il necessario per il periodo del travaglio, l’altro contenente l’occorrente per la degenza post parto con le cose che possono servire alla mamma e al bebè.

Cosa portare in ospedale per il travaglio

Tra le cose che possono servire durante il travaglio non possono mancare il piano di parto e tutti i documenti sulla gravidanza.

I vestiti da portare dovranno essere per prima cosa comodi. Porta una vestaglia perché potresti aver bisogno di passeggiare per i corridoi e naturalmente della pantofole comode e dei calzini.
Per il momento del travaglio vero e proprio una camicia da notte o una T-shirt premaman sono la scelta migliore in quanto a praticità e comodità assieme a degli elastici o delle mollettine per evitare che i capelli ti infastidiscano.
Il travaglio può prolungarsi per varie ore: puoi portare degli snack e qualcosa per far passare il tempo come musica, libri o anche delle carte da gioco.

Cosa dovrebbe portare il papà

I futuri papà dovrebbero avere una borsa tutta loro in cui tenere un piccolo “kit di sopravvivenza” per assistere la mamma durante il periodo di degenza che va dal travaglio al ritorno a casa. Un cambio di vestiti e delle scarpe comode sono praticamente obbligatori.
Non bisogna dimenticare una fotocamera per immortalare la nascita del bambino e i caricabatterie per il telefono. Se il bambino verrà al mondo tramite parto in acqua non andrebbe dimenticato un costume da bagno per poter stare con la propria compagna nella vasca durante il parto se avete deciso di condividere l’esperienza.

La degenza post parto

Anche per il post parto dei vestiti comodi non possono mancare, sia per la permanenza in ospedale che per la degenza. Il pancione non andrà via subito quindi qualche vestito premaman è utile.
Se la neomamma decide di allattare bisognerebbe avere pronti due o tre reggiseno da allattamento. Delle camicie che, potendo essere aperte e chiuse a piacimento, sono l’ideale perché facilitano l’allattamento.

Nel secondo borsone è necessario mettere anche quello di cui il neonato avrà bisogno. Due o tre tutine, una coperta per quando si farà ritorno a casa e soprattutto pannolini (un neonato può usarne anche 12 in un solo giorno).
Anche se non entra in una borsa bisogna ricordarsi di preparare il sediolino-auto per il bambino.

Pensi che ci sia tutto o di aver dimenticato qualcosa? Fai una lista delle cose da portare con te in ospedale per il parto e controlla quello che hai già organizzato per essere sicuro.

Calcolare la data del parto

Una volta scoperto di essere incinta, ogni donna ha un solo desiderio: conoscere la data del grande giorno. In media la gestazione dura 40 settimane (280 giorni) a partire dal primo giorno dell’ultimo ciclo mestruale. La presunta data del parto è semplice da calcolare. Basta aggiungere 9 mesi ed una settimana partendo da quel giorno e si avrà orientativamente il giorno in cui il bambino verrà al mondo.

Esempio:
Ipotizzando che il primo giorno dell’ultimo ciclo mestruale fosse il 1 Gennaio. Aggiungendo una settimana si arriverà al 8 Gennaio, se a questa data si aggiungono 9 mesi si arriverà ad Ottobre, quindi la presunta data del parto sarà l’8 Ottobre.

Questo metodo di calcolo rimane comunque molto orientativo poiché non tiene conto della durata del ciclo che non è uguale per ogni donna. Inoltre, circa l’80% dei bambini nasce 10 giorni prima o dopo la data prevista. Sono davvero poche le mamme che partoriscono nel giorno calcolato. La gravidanza che rientra in questo intervallo di tempo (tra le 39 e le 40 settimane) è detta gravidanza a termine.

Questo sistema sicuramente non è precisissimo ma è più che sufficiente a permettere alle future mamme di prepararsi organizzando al meglio il parto e il ritorno a casa con il bebè. Ovviamente fai calcolare la data del parto al medico che ti segue per avere una data precisa da inserire nel piano del parto!

Scegliere dove partorire

Ormai ci siamo, devi solo decidere dove far nascere tuo figlio. Ecco qualche utile suggerimento su come e perché scegliere tra ospedali e cliniche per partorire. Come si fa a decidere quale struttura è più adeguata alle proprie esigenze? Cerchiamo di capirlo assieme attraverso qualche rapido suggerimento pratico.

Visitare cliniche ed ospedali nella tua zona

Nella zona in cui abiti sicuramente ci sarà più di un ospedale con un reparto di puerperio ed ostetricia e diverse cliniche dove puoi scegliere di recarti per il lieto evento. Pensare di organizzare un tour tra le varie strutture, una visita mirata a capire quale si adatta meglio a te e al tuo bambino qualche mese prima della nascita può essere un’ottima idea.

Dovrà ispirarti innanzitutto fiducia, pulizia e qualità del servizio. In ospedale potrai sicuramente trovare personale altamente preparato per ogni evenienza (ma non succederà niente, tranquilla!) mentre in clinica potrai avere la privacy di una stanza tutta per te ed il tuo bimbo e la maggiore possibilità di ottenere il cesareo, qualora fosse quella la tua scelta.

Che tipo di assistenza scegliere?

La risposta a questa domanda dipende soltanto da te: il travaglio e l’assistenza che deciderai di avere all’atto del parto sono una tua scelta. Procedure e routine variano a seconda della struttura considerata. Una volta che ti sarai fatta un’idea del tipo di parto che vorrai avere (es. cesareo, naturale), potrai stilare una lista di punti che ti aiuteranno a scegliere quello che fa al tuo caso.

Cosa chiedere alla struttura che si visita

Le domande più importanti da porre quando si visita una struttura quali sono?
1) Informarsi sulla possibilità di sottoporsi all’epidurale
2) Come viene gestito il travaglio della gestante? Potrai mangiare, bere e camminare?
3) Se volessi far nascere il tuo bimbo in acqua o in una posizione particolare chiedi della possibilità o meno di farlo.
4) Esponi tutti i tuoi dubbi e perplessità al personale che ti seguirà con domande specifiche sulle procedure mediche che utilizzano solitamente.
5) E’ permessa la presenza dei familiari?
6) L’assistenza post-parto al bebè come verrà effettuata? Chiedi senza aver paura delle risposte!

E se si volesse partorire a casa?

Qualcuna può pensare anche di partorire in casa: la cosa è possibile ma i rischi sono molto più alti di quelli che si correrebbero effettuando il parto in una struttura abilitata e specializzata.
La prima cosa da fare è rintracciare un’ostetrica che si assuma tutte le responsabilità del caso, anche se non sarà facile! Ci sono delle precise linee guida da seguire e alcune condizioni da rispettare (vicinanza di un ospedale, bambino in posizione cefalica, travaglio spontaneo) per far sì di poter effettuare il parto naturale in casa propria.

Il piano del parto

Il travaglio, il parto ed i momenti immediatamente successivi saranno molto caotici. Per questo motivo sempre più mamme scelgono di organizzare un piano del parto con lo staff medico della struttura che hanno scelto per partorire. Ma cos’è precisamente?

Il piano del parto è un documento in cui, con l’aiuto del medico che ti segue, sceglierai come vuoi che il parto si svolga: dal momento in cui inizia il travaglio fino al momento in cui tu e il tuo bambino verrete dimessi dalla struttura.
Tieni però a mente che ogni parto è unico nel suo genere e non sempre quello che hai pianificato sarà attuabile. Potrebbe essere necessario un cambio di rotta per la tua salute e quella del bambino. Tu sarai occupata a fare altro quindi sarà il tuo compagno ed il medico che hai scelto a fare in modo di far combaciare i tuoi desideri con i tuoi bisogni.

Nel piano del parto dovresti indicare il maggior numero di dettagli possibile e discuterne con il tuo medico e il tuo compagno per eventuali modifiche.

Il travaglio

Per il travaglio dovresti specificare se desideri degli antidolorifici e come vuoi ti vengano somministrati (per via intravenosa o con un iniezione epidurale) o se preferisci evitarli e usare dei metodi naturali per alleviare il dolore. Vuoi che il monitoraggio fetale sia intermittente o continuo? La prima opzione ti permette di alzarti, di tanto in tanto. Specifica inoltre se durante il travaglio vuoi che siano presenti solo il tuo compagno e lo staff medico o se desideri anche qualcun altro.

Il parto

Per il parto, la prima cosa da decidere è se desideri un parto cesareo o naturale. Nel caso in cui scegliessi la seconda opzione vuoi venga praticata l’episiotomia (l’incisione del perineo)? Sarà il papà a tagliare il cordone ombelicale? Se avrai un bel maschietto volete venga circonciso?

Degenza post-parto

Molte strutture permettono alla mamma di tenere il bambino in stanza piuttosto che nella nursery fin da subito. Informati presso la struttura che hai scelto e scegli se vuoi che il tuo piccolo stia con te solo durante il giorno o anche di notte. Non preoccuparti, se sarai stanca o le cose dovessero andare diversamente da come hai pianificato, puoi sempre cambiare idea.

Questi sono i dettagli fondamentali, ma sentiti libera di aggiungere ciò che preferisci. Ricorda però che un buon piano del parto è anche flessibile e dovresti valutare delle alternative nel caso in cui queste scelte non siano adatte alla situazione che poi si presenta in sala parto. Chiedi sempre il parere del tuo specialista e dello staff medico che ti assisterà durante il lieto evento: sapranno consigliarti al meglio!

Epidurale, che cos’è?

Spesso le future mamme che stanno vivendo la loro prima gravidanza sono spaventate dal dolore che potrebbero provare durante il travaglio non conoscendone l’intensità. Decidono quindi di ricorrere all’anestesia epidurale.

L’anestesia epidurale è una particolare tipologia di anestesia in cui gli antidolorifici vengono somministrati nella parte bassa della schiena grazie ad un tubicino. Questo tipo di intervento agisce solo a livello locale lasciando la mamma sveglia mentre inibisce i segnali del dolore durante il travaglio. Gli anestetici addormentano i nervi che trasmettono i segnali del dolore che l’utero e la cervice inviano al cervello. Molte strutture forniscono anestesie epidurali a basso dosaggio che contengono più antidolorifici; di solito un anestetico locale, bupivacaina o levobupivacaina e un oppioide.

L’epidurale può essere somministrata in qualsiasi momento del travaglio. Molte donne infatti la richiedono quando le contrazioni diventano troppo forti. In generale, viene fatta quando la cervice è dilatata di circa 5-6 centimetri o nel caso vi sia la necessità di velocizzare il travaglio. L’effetto anestetico in alcuni casi può potrarsi fino alla nascita del bambino e l’espulsione della placenta.

Benefici

Se il travaglio si prolunga per molto tempo uno dei vantaggi dell’pepidurale è dare la possibilità alla mamma di riposare un po’. La riduzione del dolore contribuisce a diminuire lo sconforto che alcune donne provano durante il travaglio ed il parto consentendo di avere un ricordo più piacevole.
Inoltre questo tipo di anestesia permette di rimanere vigili e partecipare attivamente al parto. Anche nel caso si venga sottoposte ad un’incisione cesarea si potrà rimanere sveglie e gli effetti anestetici saranno d’aiuto anche nel recupero post-operatorio.

Rischi

Come tutti gli interventi medici anche l’anestesia epidurale comporta dei rischi. Uno dei più comuni è un repentino abbassamento di pressione ed è il motivo per cui quando ci si sottopone a quest’anestesia la pressione sanguigna viene controllata spesso per assicurarsi che il bambino riceva tutto il sangue di cui ha bisogno.

L’1% delle donne soffre di mal di testa molto intenso dopo l’iniezione epidurale perché possono esserci delle piccole perdite di liquido spinale.

Uno degli inconvenienti di un iniezione epidurale è che dopo la somministrazione si deve cambiare spesso posizione passando dallo stare rivolte sul fianco allo stare stese sulla schiena, questo può rallentare o fermare il travaglio.

Alcuni degli effetti collaterali che si può sperimentare dopo un epidurale sono:

  • Brividi
  • Fischi nelle orecchie
  • Mal di schiena
  • Gonfiore nell’area dell’iniezione
  • Nausea
  • Difficoltà respiratoria

L’epidurale può interferire con la naturale capacità della madre di spingere per aiutare il bambino a venire al mondo. Quando questo succede potrebbe essere necessario un parto cesareo o l’ausilio di un forcibe. E’ quindi consigliabile parlare con il medico per informarsi quali procedure potrebbe usare in questi casi.

Spesso anche dopo alcune ore dal parto gli arti inferiori saranno ancora addormentati e la neomamma avrà bisogno di un po’ d’aiuto per camminare.
Molto raramente si può incorrere in danni permanenti alle terminazioni nervose dove l’iniezione è stata praticata.

Prima di scegliere di sottoporsi ad un epidurale è bene valutare i rischi e i benefici e parlarne con il proprio medico per un’opinione professionale e disinteressata.

Prima di andare in ospedale

Organizzarsi per tempo ed in anticipo con un bimbo in arrivo è fondamentale. Ci sono alcuni capisaldi che è utile che tu abbia sotto mano prima di andare in ospedale per il lieto evento. Ecco una rapida lista di domande da farti per avere tutto sotto controllo prima di partorire:

Dove vorresti farlo dormire?

Hai già arredato la sua stanza o gli hai riservato, se non ha una sua camera, uno spazio in camera da letto? Le opzioni sono numerose: la culla, il lettino (con riduttore annesso) o una carrozzina. Ognuna ha i suoi pro e i suoi contro, è una questione di scelta personale! Sicuramente il corredino per la nanna deve essere però comprato: qualche cambio di lenzuolini, copri-materasso, copertine con diverso grado di calore e, importante, il materassino anti-soffocamento. Scegli sempre materiali anallergici e eco-compatibili per dare al tuo bambino protezione dal primo momento!

Il suo corredino è completo?

Controlla la lista ed affrettati (ma con calma) a comprare quello che manca. Tutine, body, slip e calzini in gran quantità! Non dimenticare di inondare casa di bavette: sceglile allegre e colorate, perché – con un bimbo – l’allegria non deve mai mancare. Per la sua routine del bagnetto quotidiana, invece, punta su una coppia di accappatoi (uno non basta, non sa mai), asciugamani in comodo cotone e/o materiali che siano rispettosi della sua pelle sensibile.

Hai organizzato lo spazio per il cambio?

Irrinunciabile è il fasciatoio (mobile per chi ha spazio o nella versione “da viaggio” per chi invece ne ha poco) che serve per il cambio del tuo bimbo. Gli “altri irrinunciabili” sono: ciucci, biberon, la vaschetta per il bagnetto, termometro, salviette multiuso e… un bel cuscino da allattamento! Infine non dimenticare una cosa importante: prepara qualcosa da poter congelare e tirare fuori al momento del ritorno a casa.

Il corredino del neonato

Quando si tratta del tuo bambino non si “bada a spese”! Sei sicura, però, di aver preso davvero tutto quello che serve per accogliere per bene il neonato dopo il parto? Ecco un elenco di tutto quello che ti servirà per non doverti preoccupare di nulla una volta tornata a casa con tuo figlio!

Mesi di attesa, ore ed ore passate ad immaginare che faccia avrà, a chi somiglierà di più, a fare uno shopping folle senza un ordine preciso. E’ arrivata l’ora di fare un po’ di ordine nel caos degli acquisti e rendersi conto di quello che manca perché tutto sia pronto.

Ecco quello che ogni donna che sta per diventare mamma dovrebbe acquistare prima del parto.

Biancheria intima

Si tratta del primo strato di stoffa con cui il bimbo viene a contatto quindi prediligiamo il cotone o comunque fibre naturali. La tipologia di capi da acquistare è semplice: body e magliette sono da prediligere evitando ricami, bottoni e cuciture spesse perché potrebbero dare fastidio alla pelle del bambino. Da eliminare completamente le etichette dai capi!

Tutine

Non esagerare nel numero di capi acquistati! E’ vero che il bimbo spesso e volentieri può rigurgitare, fare pipì o la tutina può macchiarsi di latte però a tutto c’è un limite! Le fibre da prediligere sono il cotone (leggero nei mesi estivi e felpato se nasce in autunno o in inverno inoltrato) o la morbidissima ciniglia.
golfini, ghette, mutandine, calzini, cappellini, bavaglini e chi più ne ha più ne metta: proteggere la pelle del bimbo è fondamentale e scegliere i giusti accessori è importante! Scegli fibre e tessuti traspiranti, naturali e vedrai che la pelle del tuo bimbo ti ringrazierà!

Corredo per la casa

Per quanto riguarda il corredino da letto e da bagno, invece, dovrai procurarti (in base al mese in cui nasce il tuo bambino):

  • Cuscini e piumoni: prima che il tuo bimbo abbia un anno non servono davvero, possono far sentire il neonato scomodo limitando i suoi movimenti o fargli soffrire il caldo.
  • Coperte di cotone e coperte a nido d’ape di cotone: sono pratiche e puoi aggiungere o togliere uno strato a seconda della temperatura. Ricorda che una coperta ripiegata vale per due!
  • Lenzuola e coperte per ovetto: quando il tuo bambino è nell’ovetto dovresti coprirlo con lenzuolini e copertine adatti in modo da non doverle ripiegare con il rischio che il piccolo soffra il caldo. Sia per la culla che per l’ovetto quattro lenzuolini e tre coperte vanno più che bene per iniziare.
  • Sacco nanna: molte mamme lo usano per la nanna del loro bambino poiché permette al bimbo di stare al caldo senza calciare via le lenzuola involontariamente durante il sonno. Prendine uno adatto alla stagione ma non superare mai i 2.5 TOG (il TOG indica quanto il sacco nanna è caldo) e ricorda che con il sacco nanna non c’è bisogno di usare coperte pesanti.
  • Teli in mussola: possono essere utili per tanti scopi, come per esempio pulire il rigurgito o metterli sulla spalla su cui tieni il bimbo quando cerchi di fargli fare il ruttino. Sono anche utili come bavaglino o per far riposare la testa del piccolo quando è nella culla.
  • Asciugamano con cappuccio: è molto comodo per il bagnetto perché ti permette di asciugare il neonato facilmente e non fargli prendere freddo.

Passiamo poi a quelle cose di cui non potrai mai fare a meno per prenderti cura di tuo figlio una volta tornata a casa:

IL TRIO

L’acquisto del trio è fondamentale perché ti permetterà di portare sempre con te il tuo piccolo in casa o fuori. Perché è così utile? Semplice è tre cose (navetta, ovetto e passeggino) in una:
– la navetta è un ottimo sostituto della culla fino al compimento dei tre mesi. Nel caso in cui tu non voglia comprare subito un lettino è una buona scelta.
ovetto, una volta fissato in auto, ti permetterà di utilizzarlo per portare a spasso il tuo bambino tenendolo al sicuro. Molti modelli sono già provvisti di un kit di cinture, altrimenti, al massimo, basta comprare una basetta.
passeggino (che servirà anche oltre i sei mesi) sarà utile anche per farlo addormentare quando sei in giro.
Non trascurare le dimensioni e il peso del trio! E’ importante considerarli soprattutto perché sono un accessorio non proprio leggerissimo soprattutto quando si tratta di spostarlo da casa all’auto e viceversa! Durante l’acquisto prediligi modelli con ruote che una volta chiuse entrino comodamente nel bagagliaio.

IL FASCIATOIO

Un buon fasciatoio con cassetti può essere molto utile. Ti permette, infatti, di tenere tutto il corredino in ordine e a portata di mano, oltre che cambiare comodamente il neonato. Più in là, poi, potrai anche usarlo come cassettiera. Se invece già hai una cassettiera puoi pensare di acquistare un fasciatoio di quelli che si possono fissare: sono davvero pratici.

VASCA PER I BIMBI

Se non hai spazio sufficiente per un fasciatoio a cassetti ma hai la vasca, prenderne una per bimbi può essere un ottimo sostituto. Devi sapere che esistono anche modelli su cavalletto o che si agganciano alla doccia. Sono dei salva-spazio ed economici.

BORSA PORTATUTTO

Una borsa pratica e con molte tasche sarà la tua salvezza in molte occasioni.Spesso è compresa con il trio, se non dovesse esserci non farne a meno, acquistala! Sarà meglio scegliere un modello comodo, con tracolla e con tanto tasche ben separate al suo interno. Lo spazio per biberon, pannolini, creme e salviette non basta mai!

Ecco fatto. Adesso la lista del corredino perfetto è completa. Non resta che scegliere se comprarlo in rosa o in azzurro.

I dubbi di una madre prima del parto

Stai per diventare mamma ed è normale essere un po’ preoccupata sulla tua gravidanza, specialmente se è la prima. Ti sembra tutto nuovo ed imprevedibile e vorresti solo che tutto andasse per il meglio. Indovina? Quasi sempre è così. La preoccupazione di non essere una buona madre ed il benessere del bambino sono due dei dubbi che accomunano molte mamme: vediamo insieme come affrontarli.

Non sarò una buona madre

Questo è probabilmente il dubbio più grande di ogni donna che aspetta un bambino ed è normale sentirsi un po’ confusa. Sei sicura delle tue capacità ora, ma che succederà quando arriverà un neonato? Sicuramente ti starai ponendo domande come: – La mia vita cambierà, riuscirò a gestirla? – Sarò in grado di educare un bambino? – Saprò accudirlo? Beh, se sei preoccupata sull’essere una brava mamma vuol dire che ci tieni e se ci tieni sarai una buona mamma. L’istinto materno sarà il tuo migliore amico e ti guiderà fin dal primo momento. Il tuo organismo è fatto per dare al bimbo tutto quello di cui ha bisogno. Lascia solo che la natura faccia il suo corso. Tranquillizzati e goditi l’esperienza di diventare mamma. Ce la farai!

La salute del bambino

Il secondo pensiero è sicuramente la salute del bambino: come non potrebbe essere altrimenti? Le preoccupazioni ed i dubbi più comuni tra le mamme per quello che riguarda la salute del tuo piccolo sono:

  • Listeriosi: Sebbene un’intossicazione da listeria sia pericolosa per il bimbo non c’è motivo di essere preoccupata. E’ un problema che colpisce pochissime donne e se mangi carne ben cotta e conservi i cibi nel modo corretto c’è veramente poco di cui preoccuparsi. In generale conducendo uno stile di vita sano (niente fumo e limitare il consumo di alcol e caffeina) permette di non preoccuparsi per il bimbo.
  • Il cordone ombelicale: Molte future mamme hanno paura che il cordone ombelicale possa attorcigliarsi attorno al collo del neonato e fargli del male. E’ qualcosa che può succedere ma i dottori sanno perfettamente cosa fare affinché il tuo bambino stia bene. Fidati di loro!
  • Fare del male al bimbo: Il neonato è circondato dal liquido amniotico quindi sarebbe davvero difficile per te fargli del male con i tuoi movimenti. Il tuo organismo è “progettato” per proteggerlo fino al giorno in cui sarà pronto per venire al mondo.
  • E se nascerà prematuro? Molte donne sono preoccupate dalla possibilità di un parto prematuro e per le conseguenze che potrebbe avere per il bambino. Dopo il sesto mese, il neonato è in grado di vivere fuori dall’utero con il dovuto aiuto. Prima ci saranno sempre i fidissimi medici: affidati al giusto specialista e non aver paura!
  • Difetti di nascita: Il rischio che il bambino nasca con un difetto di nascita è del 4% circa. Ricorda che molti difetti si risolvono da soli e che se un test ha evidenziato qualcosa di strano probabilmente nel prossimo sarà tutto normale.