Il latte preferito dalle mamme

Problemi dell’allattamento: ingorgo mammario, ragadi, mastite

18 Settembre 2015

  • Il Mondo dei Bimbi

Le contro-indicazioni per quanto riguarda l’allattamento al seno sono davvero poche. Solitamente queste sono legate per lo più a disturbi o patologie della mamma, dovute a farmaci assunti durante la gravidanza o post-partum o per patologie del nascituro. Stai tranquilla, però, mamma! Come ti dicevamo, sono davvero rarissime. Per ogni domanda contatta sempre (ed il prima possibile, anche se hai il minimo dubbio) il tuo medico di base e lo specialista che ti segue: sapranno tranquillizzarti all’istante.Situazioni momentanee per la mamma, come l’influenza o altre infezioni comuni, non impongono la sospensione dell’allattamento perché non incidono sulla salute del bambino. Basta fare attenzione che non si prolunghi troppo questo stato, che insomma, resti transitorio. Informare il medico e chiedere il suo parere è sempre la soluzione migliore.

Da evitare davvero per non danneggiare la produzione di latte e quindi la crescita del bambino sono alcune abitudini come:

  • fumare (riduce la produzione di latte e aumenta il rischio di malattie per il bambino, compresa la morte in culla)
  • fare uso di bevande alcoliche (passando direttamente nel latte materno possono causare sonnolenza e disturbi nell’alimentazione del bambino)

Perché rischiare se sono abitudini che, in ogni caso, andrebbero evitate? Suvvia, mamma: sicuramente hai già smesso, vero?

Tutte le mamme, insomma, se adeguatamente seguite dai familiari (per alleviare lo stress ed evitare una possibile depressione post-partum) e preparate dallo staff medico durante i giorni immediatamente precedenti e successivi al parto, possono allattare senza problemi. I casi in cui davvero si deve decidere di  smettere di allattare al seno sono rari e sono classificabili in:

  • Ragadi: i piccoli (e dolorosi) tagli che si creano attorno all’areola o sul capezzolo rendono difficile la poppata però è facile prevenirli correggendo la posizione del bambino, evitando di utilizzare prodotti che possono irritare la zona anche attraverso l’esposizione all’aria del seno coinvolto (d’estate il sole è un vero toccasana) ed utilizzando coppette anti-ragadi che isolano la zona.
  • Mastite: questa infezione riguarda l’irritazione dei dotti galattofori (viene favorita sia dalle ragadi che dall’ingorgo mammario). Temuta un po’ come la suocera, questa complicazione è favorita dalla presenza di ragadi ed ingorgo mammario ma può essere tranquillamente tenuta sotto controllo attraverso gli antibiotici e, risolta la febbre ed il malessere generale, si può continuare ad allattare. Il tutto sempre sotto controllo medico.
  • Ingorgo mammario: può capitare, soprattutto nelle prime settimane, che il flusso di latte si blocchi per un’irritazione del seno. Questo può gonfiarsi, arrossarsi e fare male. Alcuni metodi per portare sollievo alla parte dolorante sono totalmente naturali: fare impacchi con acqua molto calda, utilizzare il tiralatte o, semplicemente, correggere la posizione del bambino che tirando il latte per la poppata farà in modo di alleviare l’ingorgo. Un metodo veramente naturale è quello del “cavolo”: utilizzare le foglie del cavolo come un calmante naturale per far sgonfiare il seno (con impacchi di 20 minuti circa) è un trucco della nonna che funziona sempre!
  • Capezzolo introflesso: questo problema può rendere impossibile l’allattamento nei casi più gravi, altrimenti risolvibile con tecniche non chirurgiche o mini invasive. L’anomalia è caratterizzata dall’assenza di prominenza del capezzolo: è come questo fosse spinto verso l’interno del seno.  L’anomalia è causata dai tubicini che portano il latte al capezzolo troppo corti. Non disperare, però, se hai questo problema! I tipi di introflessioni sono diversi tra di loro ed un rimedio, se seguita correttamente ed agendo in tempo, una soluzione la si trova sempre.

Photocredits: Pixabay.com


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