Il latte preferito dalle mamme

Quando e come smettere di allattare al seno

26 Settembre 2016

  • Allattamento

È arrivato il momento di smettere di allattare e la mamma inevitabilmente si chiede come fare per non creare disagi al bambino e per vivere nel modo più sereno il distacco.

L’OMS e la maggior parte di pediatri consigliano di allattare i bambini al seno almeno fino al secondo anno di età, se non fino ai 3 anni. Ma il momento del distacco dal seno di mamma non è mai semplice, né per la mamma né tantomeno per il piccolo. Come poter affrontare questa separazione in modo sereno?

Smettere di allattare al seno: qualche consiglio

come smettere di allattare al seno

Fonte: time.com

Prima di tutto non vi aspettate di risolvere in pochi giorni: alcuni bambini in 3 o 4 giorni hanno subito accettato le nuove abitudini, ma non è la regola generale e soprattutto non è mai facile, neanche per la mamma.

  • Bisogna quindi considerare un lasso di tempo di almeno 3 settimane, durante il quale si dovranno ridurre gradualmente le poppate fino ad eliminarle completamente. È bene togliere una poppata ogni giorno o due, per far diminuire gradualmente anche la produzione del latte. L’ultima poppata da togliere sarà quella del mattino.
  • Poiché il bimbo succhierà di meno, il seno si riempirà di latte, diventerà duro e farà male. In questo caso si può spremere un po’ con le mani per far uscire il latte in eccesso e alleviare dolori e fastidi. Senza ovviamente farne uscire troppo altrimenti si rischia di stimolare di nuovo la produzione di latte.
  • Se durante l’allattamento bisogna bere molto, durante il periodo in cui si è deciso di staccare il bimbo dal seno, è bene non bere troppi liquidi, sempre per evitare di stimolare la produzione di latte.
  • Evitate di fasciare o bendare il seno, come si faceva una volta, perché questa manovra, invece di aiutare la scomparsa del latte, potrebbe far formare ingorghi fastidiosi e anche pericolosi per la mamma.
  • E un’altra credenza proprio da non seguire è quella di utilizzare pomate amare, piccanti o con sapori disgustosi da mettere sul capezzolo: sarebbe una cattiveria inutile compiuta verso il bimbo.
  • È bene anche non prendere medicinali per l’inibizione della secrezione di prolattina (l’ormone del latte), perché potrebbero portare più effetti collaterali che benefici. Al massimo si può provare qualche rimedio omeopatico che non danneggerà né la mamma né il piccolo.
  • Se il bimbo non sarà pronto al distacco, la mamma dovrà trovare espedienti vari per distrarlo dal voler succhiare al seno: giochini, letture, passeggiate o musichette potrebbero distrarlo ed essere l’alternativa utile che non gli faranno pesare il distacco dalla mamma. Anche se la notte sarà più dura perché l’odore materno sarà irresistibile per il bimbo.

Questi erano i nostri consigli per aiutare le mamme, ma non esistono delle regole precise: ogni mamma saprà trovare la ricetta giusta per la sua situazione, affinché lei e il suo bambino vivano il più serenamente possibile questo momento di crescita.

Photocredit: health-foundations.com


COMMENTA L'ARTICOLO