Il latte preferito dalle mamme

Segnali che il bambino sta per nascere: ecco quelli più attendibili

17 Maggio 2017

  • Guida alla Gravidanza

<<Hai la pancia troppo alta, il parto è ancora lontano>>.

<<Il pancione è sceso, il tuo bambino sta per nascere>>.

Se sei all’ultimo mese di gravidanza, chissà quante volte avrai sentito queste frasi e, magari, ti sarai chiesta se sono vere ed attendibili. Anche perché, diciamo la verità, man mano che la fatidica data delle 40 settimane si avvicina, il desiderio di stringere fra le braccia il tuo bambino inizia a farsi sempre più forte.

Ecco allora, di seguito, un elenco davvero completo ed esaustivo di tutti i segnali che il bambino sta per nascere: sarai curiosa di sapere che anche una configurazione più “a pera” della pancia, vale a dire più gonfia in basso e sgonfia sopra, potrebbe essere un sintomo di avvio del travaglio in quanto ricollegabile alla posizione del bambino nell’addome. Questo, però, è solo il primo di una lunga lista di segnali di parto imminente.

1 Bisogno di urinare più spesso

Dato che nelle ultime settimane di gravidanza, il bambino si incanala ancora di più lungo il canale del parto, questo potrebbe comportare non solo un maggior senso di pesantezza al basso ventre ma anche il bisogno di urinare più spesso, in quanto la testa del tuo piccolo preme ora contro la vescica e le pelvi. Tieni presente, però, che alcuni bambini si mettono in posizione fin dal settimo/ottavo mese, quindi questo è un sintomo che potrebbe manifestarsi anche molte settimane prima dall’avvio del parto.

2 Respiro meno affannoso

Man mano che il tuo piccolo scende verso le pelvi, la pressione dell’utero sopra il diaframma tenderà ad essere meno intensa: è probabile quindi che anche la respirazione, negli ultimi tempi difficoltosa a causa proprio dell’oppressione al torace, torni ad essere più regolare. Anche in questo caso però c’è da dire che se hai preso molto peso durante le fasi precedenti della gravidanza, i chili in più potrebbero influire anche sulla respirazione, soprattutto quando fai le scale o sei in moto. Qualora invece la respirazione nelle ultime settimane di gravidanza dovesse peggiorare, è bene informare il proprio medico perché potrebbe essere sintomo di pressione alta o altri problemi cardiocircolatori.

3 Diarrea o maggiore stimolo di andare in bagno

Se per tutta la gravidanza hai sofferto di stitichezza a causa degli ormoni e della scarsa motilità intestinale, è probabile che in prossimità del parto tu inizi ad avere bisogno di andare in bagno più spesso, oppure tu vada incontro a veri e propri episodi di diarrea. Questo è dovuto al fatto che il bambino scendendo verso il basso, inizia a lasciare più liberi gli altri organi, intestino compreso.

4 Mal di schiena

L’aumento di lombalgie o lombosciatalgie nell’ultimo periodo di gravidanza è senz’altro legato al peso ma anche alla lenta discesa del bambino verso il canale del parto. Ovviamente se hai sofferto di sciatica e/o mal di schiena per tutta la gravidanza, potrai fare poco o nullo affidamento a questo sintomo.

5 Perdita del tappo mucoso

A distanza di pochi giorni oppure ore dal parto, potresti trovare del muco gelatinoso sulle mutandine oppure nel bagno: è il “tappo mucoso”, che corrisponde al materiale di rivestimento dell’ultimo tratto dell’utero. Non spaventarti se questo dovesse avvenire e se, oltre al muco, dovessero essere presenti tracce di sangue. Quando questo avviene, però, è il caso che tu inizi a preparare la borsa per l’ospedale se ancora non l’hai fatto perché è segno che il tuo bambino sta per arrivare!

6 Contrazioni

Il sintomo sicuramente più eclatante di parto imminente è rappresentato dalle contrazioni, da non confondersi con quelle di Braxton Hicks, che si verificano anch’esse nell’ultimo trimestre, in concomitanza però di movimenti del bambino e della mamma. Anche se anche le Braxton Hicks sono un segnale che l’utero si sta preparando al travaglio, non possono essere considerate un vero e proprio prodromo del parto, come invece le contrazioni che precedono la nascita. La caratteristica di queste ultime è, infatti, quella di manifestarsi ad intervalli regolari e di avere una durata sempre più intensa: questo significa che, inizialmente, saranno abbastanza lievi e sporadiche, ma col tempo diventeranno sempre più forti e ravvicinate. In alcuni casi, esse coinvolgono solo la parte bassa dell’addome, per poi diffondersi anche a quella superiore e alla schiena. Recati subito in ospedale quando le contrazioni saranno una ogni 5 minuti, in modo che le ostetriche possano rilevare la dilatazione e fare un tracciato per monitorare lo stato di salute del bambino.

7 Rottura del sacco amniotico

Sotto la spinta delle contrazioni, il sacco amniotico, vale a dire la membrana contenente il bambino insieme al liquido amniotico, può rompersi improvvisamente, perdendo il liquido in esso contenuto. La fuoriuscita delle “acque” può avvenire in un unico scroscio, oppure gradualmente, a seconda delle dimensioni del foro di uscita. Molte donne, ad esempio, non si accorgono di aver rotto le membrane ma pensano si tratti di perdite di urina, anch’esse frequenti nell’ultimo periodo di gravidanza: se anche tu dovessi accorgerti di perdere molti liquidi, prova ad indossare un assorbente, se questo si inzuppa velocemente di un liquido chiaro e senza odore potrebbe trattarsi di liquido amniotico. In caso di rottura delle membrane, è facile che il parto si avvii entro poche ore, quindi è preferibile recarsi tempestivamente in ospedale.

8 Accorciamento della cervice

È possibile capire se il parto è imminente anche attraverso un rilievo ecografico che misuri l’accorciamento del collo dell’utero o cervice: di solito si tratta di un dato che viene rilevato normalmente dal ginecologo durante le ultime settimane di gravidanza, attraverso il controllo manuale o con un’ecografia transvaginale. Una lunghezza della cervice di 30 mm o più indica che il momento del parto è ancora lontano; qualora invece il collo dell’utero dovesse presentare una misura uguale o inferiore a 10 mm è assai probabile che la nascita del tuo bimbo sia molto vicina. Grazie all’ecografia è possibile anche rilevare il grado di dilatazione o apertura del collo, anch’esso segno di avvio imminente delle doglie.

9 Ansia e sbalzi d’umore

I cambiamenti ormonali che precedono e accompagnano l’avvio del parto, in particolare l’aumento degli estrogeni che fungono da recettori dell’ossitocina, l’ormone che regola le contrazioni, possono produrre anche dei cambiamenti a livello emotivo, che includono ansia e cambiamenti di umore improvviso. Alcune donne però sostengono di essersi sentite molto in forze nelle giornate precedenti il parto, tanto da dedicarsi in modo intenso alla sistemazione della cameretta o all’acquisto del corredino. Questo potrebbe essere dovuto al rilascio di endorfine, che hanno il compito di innalzare la soglia del dolore, condizione che facilita alla donna la sopportazione del travaglio.


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