Il latte preferito dalle mamme

Gravidanza
visite mediche ed esami utili

Durante i 9 mesi di gravidanza c'è una lista di visite mediche ed esami utili da fare

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Il ciclo che ritarda (solitamente hai un orologio svizzero al posto delle mestruazioni), un “insolito” sospetto e poi la certezza con il test di gravidanza che risulta positivo. Sei incinta!

Aspettare un bambino è l’esperienza più bella che una donna possa sperimentare nella vita. E’, però, anche molto impegnativa e stancante perché non si tratta più di prendersi cura soltanto della tua salute ma anche della vita che porti dentro di te. Quali sono allora le visite mediche e le analisi consigliate per chi è in dolce attesa come te?

Le raccomandazioni del Ministero della Salute

Durante i 9 mesi che separano una donna dal parto c’è una lista di esami e di controlli medici da fare molto lunga. Tra i test da fare in gravidanza alcuni sono obbligatori per il Sistema Sanitario Nazionale (SSN) ed altri sono a discrezione dei genitori: sono esami consigliati e assolutamente facoltativi.

Il Ministero della Salute, inoltre, tiene in considerazione che la gravidanza può essere un’esperienza molto impegnativa. Il dovere di accudire i genitori ed il bambino che nascerà dal punto di vista fisico, economico e della salute con incentivi, facilitazioni ed esenzioni. Lo Stato attua tutto questo con leggi che tutelano la madre ed il bambino ed i loro interessi. In aggiunta, per consentire alle mamme di trascorrere serenamente il periodo della gestazione, ci sono apposite leggi che garantiscono l’accesso gratuito alle cure, ad alcuni controlli medici ed analisi di laboratorio. Controllare lo stato della gravidanza è importante! Il ruolo degli operatori sanitari è primariamente di sorveglianza, finalizzato a verificare che l’evoluzione del processo si mantenga nell’ambito della fisiologia.

Di fatto, lo Stato tutela le coppie che desiderano un bambino e le donne che ne aspettano uno garantendo loro il diritto di avere (senza pagare ticket) alcune prestazioni specialistiche e diagnostiche. Questo perché è importante controllare la loro salute e quella del bimbo.
Il decreto ministeriale numero 124 del 10 settembre 1998 contiene l’elenco delle prestazioni gratuite riserva alle donne in gravidanza:

– le visite mediche periodiche ostetrico-ginecologiche
alcune analisi, elencate nell’allegato A al Decreto, da eseguire prima del concepimento, per escludere la presenza di fattori che possano incidere negativamente sulla gravidanza. Se la storia clinica o familiare della coppia evidenzia condizioni di rischio per il feto, possono essere eseguite in esenzione tutte le prestazioni necessarie ed appropriate per accertare eventuali difetti genetici, prescritte dal medico specialista

– gli accertamenti diagnostici per il controllo della gravidanza fisiologica indicati, per ciascun periodo di gravidanza, dall’allegato B al Decreto. In caso di minaccia d’aborto, sono da includere tutte le prestazioni specialistiche necessarie per il monitoraggio dell’evoluzione della gravidanza

– tutte le prestazioni necessarie ed appropriate per la diagnosi prenatale in gravidanza, nelle specifiche condizioni di rischio per il feto indicate nell’allegato C al Decreto, prescritte dallo specialista

– tutte le prestazioni necessarie ed appropriate per il trattamento di malattie (preesistenti o insorte durante la gravidanza) che comportino un rischio per la donna o per il feto, prescritte di norma dallo specialista.

Su indicazione del medico possono essere prescritti altri esami di laboratorio o strumentali.

Fonte: www.salute.gov.it – Sito Ufficiale del Ministero della Salute

 

Gravidanza: gli esami gratuiti

Durante i 9 mesi di gestazione è possibile fare molti esami gratuitamente. Alcuni, come hai appena letto, sono obbligatori. Altri invece sono consigliati o facoltativi. Ecco la lista degli esami gratuiti che puoi effettuare durante i 3 trimestri di gravidanza con totale esenzione della spesa medica:

Gli esami da fare entro il primo trimestre di gestazione (13esima settimana) sono:

[90.62.2] Emocromo completo: Hb, GR, GB, HCT, PLT, IND. Deriv, Fl.
[90.65.3] Gruppo Sanguigno Abo e Rh (D) se non è stato eseguito in fase pre-concezionale.
[90.09.2] Aspartato Aminotransferasi (Ast – Got – S)
[90.04.5] Alanina Aminotransferasi ALANINA AMINOTRANSFERASI (Alt – Gpt – S/U)

[91.26.4] Virus Rosolia Anticorpi: in caso di IgG negative (questo va fatto entro la 17esima settimana di gravidanza)
[91.09.4 ] Toxoplasma Anticorpi (E.i.a.): in caso di IgG negative bisogna ripetere l’esame ogni 30 o 40 giorni fino alla data del parto
[91.10.5] Treponema Pallidum anticorpi (Ricerca quantit. mediante emoagglutin. passiva e TPHA: qualora non eseguite in funzione pre-concezionale da estendere al partner
[91.11.1] Treponema Pallidum Anticorpi Anti-cardiolipina (Flocculazione) e Vdrl – Rpr: qualora non eseguite in funzione pre-concezionale, da estendere al partner

[91.22.4] Virus Immunodeficienza acquisita (HIV 1-2) Anticorpi
[90.27.1] Glucosio (S/P/U/dU/La)
[90.44.3] Esame chimico, fisico e microscopico delle urine
[88.78] Ecografia Ostetrica

[90.49.3] Anticorpi eritrociti (Test di Coombs indiretto): in caso di donne Rh negativo a rischio di immunizzazione il test deve essere ripetuto ogni mese; in caso di incompatibilità AB0, il test deve essere ripetuto tra la 34esima e la 36esima settimana di gravidanza.

Nella secondo trimestre, invece, gli esami da fare sono:

– Tra la 14esima e la 18esima settimana di gravidanza:

[90.44.3] Esame chimico, fisico e microscopico delle urine

– Tra la 19esima e la 23esima invece è utile fare:

[90.44.3] Esame chimico, fisico e microscopico delle urine
[88.78] Ecografia Ostetrica

– Tra la 24esima e la 27esima settimana:

[90.27.1] Glucosio (S/P/U/dU/La)
[90.44.3] Esame chimico, fisico e microscopico delle urine

Dall’inizio del terzo trimestre fino al parto:

– Tra la 28esima e la 32esima settimana di gravidanza:

[90.62.2] Emocromo completo: Hb, GR, GB, HCT, PLT, IND. Deriv, Fl.
[90.22.3] Ferratina (P/Sg ed Er) in caso di riduzione del volume globulare medio
[90.44.3] Esame chimico, fisico e microscopico delle urine
[88.78] Ecografia Ostetrica

– Fra la 33esima e la 37esima settimana:

[91.18.5] Virus Epatite B ŒHBV© Antigene HBsAg
[91.19.5] Virus Epatite C (HCV) anticorpi
[90.62.2] Emocromo completo: Hb, GR, GB, HCT, PLT, IND. Deriv, Fl.
[90.44.3] Esame chimico, fisico e microscopico delle urine
[91.22.4] Virus Immunodeficenza acquisita (HIV 1-2), anticorpi in caso di rischio anamnestico

– Tra la 38esima e la 40esima settimana

[90.44.3] Esame chimico, fisico e microscopico delle urine

– Dalla 41a settimana

[88.78] Ecografia Ostetrica su specifica richiesta dello specialista
[75.34.1] Cardiotocografia su specifica richiesta dello specialista; se necessario, monitorare fino al parto.

 

Primo trimestre: esami, visite e consigli

Durante il primo trimestre di gestazione, mamma, è importante che tu faccia la prima visita ginecologica. Non aspettare oltre la decima settimana, così avrai tutto il tempo di organizzare nel miglior modo possibile la gravidanza, il parto e le settimane immediatamente successive.

Ricorda di assumere sempre acido folico, aiuterà lo sviluppo del feto. Nelle prime dodici settimane, sotto l’effetto del progestosterone, il ritmo del tuo corpo cambierà, rallentando: asseconda le nuove esigenze e non strafare. Concedi una pausa al corpo che si sta adattando ad accogliere una nuova vita! Si manifesteranno poi i classici sintomi della gravidanza: crampi, bruciori di stomaco e nausea. Tu cerca di avere un’alimentazione sana, ricca di ferro, e di assecondare i ritmi del tuo organismo ed andrà tutto bene.

L’organizzazione, durante questi 9 mesi, sarà la tua migliore alleata!
Devi informarti su:

– legge di maternità e paternità
– diritti e doveri a cui vai incontro mettendo al mondo un figlio
– assistenza alla gravidanza da parte dello Stato (a quali analisi e controlli medici hai diritto) e qual è la lista di esami a cui devi sottoporti e quali sono quelli giusti per la tua gravidanza.

Nei primi tre mesi di gravidanza dovrai tenere sotto controllo costante la pressione arteriosa e l’aumento di peso (puoi farlo gratuitamente quasi ovunque: farmacie, centri medici).

Gli esami consigliati sono:

urine ed urinocultura per controllare come la corretta funzionalità dei reni e per controllare la presenza di eventuali infezioni alle vie urinarie.
analisi del sangue (emocromo completo) per controllare, oltre al fattore Rh e il gruppo sanguigno, se ci sono patologie come anemia o malattie infettive.
ecografia e visita ginecologica per tenere sotto controllo la gravidanza e determinare le settimane di gestazione. Puoi anche richiedere un pap test (se non lo fai da almeno 3 anni).

In più, puoi cominciare ad informarti per poter effettuare controlli sulla sindrome prenatale di Down ed altre anomalie del feto. Sono consigliate anche le analisi del sangue (come il triplotest), villocentesi ed amniocentesi. Fatti sempre consigliare e seguire dal tuo medico di base, oltre che dal tuo ginecologo di fiducia.

 

La prima visita ginecologica

Entro le prime dieci settimane di gravidanza (l’ideale è tra la sesta e l’ottava) è importante farsi visitare dal ginecologo e/o da un’ostetrica.

Affidarsi al giusto medico è una scelta che, fondamentalmente, si basa sulla fiducia, sull’empatia che riesce ad instaurare con la paziente e sull’affidabilità che abbiamo di lui (o lei) come professionista. La scelta del ginecologo che ti seguirà nei nove mesi di gestazione e che farà nascere tuo figlio è tua. E’ personale e nessuno può consigliarti meglio di altre mamme che si sono avvalse del suo aiuto o, se proprio non ne conosci, il tuo medico di fiducia saprà sicuramente segnalarti un medico che stima e che ritiene adatto al tuo caso.

Oltre ad un ginecologo, scegli anche la struttura dove partorire. Ci sono diverse opzioni tra cui scegliere: la struttura dove presta servizio lo specialista che hai scelto; aziende ospedaliere o cliniche private. E’ possibile anche partorire in casa, ma ci sono diversi rischi ed accorgimenti da tenere in considerazione se fai questa scelta.

Tieni presente che, rispetto alle esigenze che il ginecologo individuerà nella tua gravidanza così dovrai scegliere una struttura con un’adeguato staff medico che ti saprà seguire nel momento del parto. Solo in alcuni casi può capitare che il medico ti consigli una struttura piuttosto che un’altra perché potrebbero servire particolari accorgimenti (diagnosi prenatale, una consulenza più tempestiva o per una patologia in particolare).

Fare la prima visita ginecologica dopo il test di gravidanza dà informazioni utili alla coppia e al medico sullo stato di salute del bambino e della mamma. E’ importante monitorare costantemente la situazione per avere, in ogni momento, il controllo del corretto sviluppo del feto e poter intervenire in tempo utile in ogni evenienza. Il medico terrà nota, infatti, della storia clinica di entrambi i genitori e prescriverà i primi esami necessari come l’analisi del sangue e delle urine; l’ecografia e una prima visita ginecologica.

 

Secondo trimestre: che cosa fare

Nel secondo trimestre di gestazione la mamma può avere una situazione più chiara della sua gravidanza. Il feto comincia a svilupparsi: monitorare la sua crescita è importante quanto controllare la salute della sua mamma. Prima dell’inizio di questo secondo periodo, la gestante può pianificare con il medico che la segue, in accordo con il ginecologo, il piano di assistenza per lei ed il suo bambino.

In cosa consiste il piano assistenziale sanitario per una donna incinta? E’, al di là del nome complicato, la semplice organizzazione di tutti i successivi controlli, esami e visite mediche previste per il tempo che resta fino al parto.

Di nuovo è importante monitorare funzionalità renale e fare analisi complete delle urine e del sangue. Dalla 24esima settimana, poi, si comincia a prendere nota della misura della distanza fondo uterino-sinfisi pubicaper seguire la crescita del feto (ndr. la distanza tra l’osso pubico della mamma e la parte superiore dell’utero).

In queste 12 settimane la stanchezza del primo periodo sparisce per far spazio ad una grande energia mentale e fisica. Le nausee ed i fastidi come nausea e bruciori di stomaco spariscono e puoi cominciare a goderti il bello della gravidanza: pelle luminosa, capelli più robusti, una gran voglia di fare!

Il rovescio della medaglia però sono l’arrivo delle vene varicose (chiedi al medico delle calze contenitive o di altri rimedi naturali), delle emorroidi, comincia il mal di schiena. Può anche capitare di non riuscire a dormire o di essere nervose: combatti l’insonnia e il malumore evitando di stressati inutilmente e prova con la “ginnastica pre-maman” o altre attività dolci come lo yoga.

Gli esami consigliati nella seconda parte della gravidanza sono:

rosolia e toxoplasmosi (se non si ha già avuta una delle due patologie),
analisi della curva da carico di glucosio (basta un semplice prelievo se si è soggetti diabetici o ci sono casi in famiglia);
ecografia morfologica per controllare se ci sono anomalie nel feto

Tra la 14esima e la 27esima settimana la situazione “vomito e nausee” si riduce e questo permette alla mamma di cominciare a rilassarsi e godersi la gravidanza. Ricordati di avere una dieta equilibrata e bere molto (circa 2 litri di acqua al giorno). Il tuo fisico comincerà a cambiare, ma tu non spaventarti: aspettati un aumento di peso (da tenere sotto controllo con il tuo medico) e a notare aureole del seno ingrossate e che si scuriscono; pesantezza alle gambe e rilassamento della pelle. Il trucco è indossare scarpe e vestiti comodi – ma non trascurarti, ricordatelo!

Il bambino comincerà a farsi sentire e farsi “vedere” in queste settimane. La pancia crescerà e i suoi movimenti aumenteranno: goditi il più possibile queste sensazioni, senza vergognarti delle tue nuove forme. Stai per dare alla luce una nuova vita, un miracolo, dopotutto! Devi esserne orgogliosa.

 

Terzo trimestre: preparazione al parto

Sei nel terzo trimestre di gravidanza: ormai ci siamo, manca l’ultimo sforzo e vedrai nascere il tuo meraviglioso bambino. Continui sempre a fare tutti i controlli che il medico di base ed il ginecologo ti prescrivono? Bravissima, sei sulla strada giusta per essere una bravissima mamma! Ovviamente è inutile ripeterti che tutti gli esami servono perché è importante monitorare l’andamento della tua e della sua salute (oltre alla sua crescita!) perché diventerebbe noioso sentirselo ripetere ancora 🙂 Quindi, cosa facciamo adesso che siamo in dirittura d’arrivo?

Continuano i controlli dal ginecologo: routine come negli scorsi mesi: analisi del sangue, delle urine ed ecografia. Non dimenticare di monitorare costantemente la pressione arteriosa e la crescita del feto!

In quest’ultimo trimestre il mal di schiena e le emorroidi continueranno a darti fastidio. E’ possibile anche che la ritenzione idrica e qualche problema di circolazione sparso facciano la loro apparizione, dando fastidi alle gambe.

Gli esami proposti in queste ultime 9-12 settimane saranno:

– gli esami del sangue per controllare che la mamma non sia affetta da topoplasmosi e da altre malattie infettive come l’epatite B, la sifilide, l’HIV ed altre patologie simili.
– si controllerà la presenza del batterio dello streptococco con un tampone apposito.
– se hai fattore Rh-negativo si procede con una profilassi anti-D

In questo ultimo trimestre di gestazione puoi decidere di seguire un corso pre-parto: sono molto utili perché insegnano i fondamentali per affrontare il parto e ti preparano ad essere pronta per il lieto evento. E’ una scelta molto positiva per la futura mamma perché ti permette di conoscere altre mamme ed essere più serena in vista della nascita del tuo bambino. Potrai vivere così in maniera consapevole ciò che ti aspetta nel momento del travaglio e come dovrai comportanti in quei momenti.

Avere un professionista, oltre al tuo medico di base ed il tuo ginecologo, che ti illustra le giuste manovre (come quella per aumentare la possibilità che il feto che si trova al momento del parto in posizione podalica si giri in versione cefalica, le manovre esterne o la moxibustione). Puoi affidarti ad un professionista o ad un consultorio di zona o in ospedale.

Gli ultimi tre mesi ti dicono anche che il parto si avvicina e devi cominciare a pensare a come affrontare questo evento. Il parto è l’ultima tappa del tuo viaggio attraverso la gravidanza che ti porterà finalmente ad abbracciare il tuo bambino. E’ un’esperienza molto personale (così come il dolore che si prova): è un’occasione intensa, unica ed emozionante che va affrontata con consapevolezza. Bisogna arrivare preparate al momento del parto nel modo giusto: preparate!

Negli ultimi mesi della gravidanza puoi pianificare tutto: il corredino del tuo bambino, la tua degenza e, infine come partorire. Devi organizzare il tuo parto. Puoi decidere se vivere questa esperienza affrontando il dolore o scegliendo di partorire senza soffrire. Come già suggerito, un corso pre-parto può essere l’ideale per imparare tecniche di respirazione che ti permetteranno di tenere sotto controllo il dolore durante il travaglio prima e del parto poi. Il personale dell’ospedale ed il tuo team medico (ginecologo, ostetrica e medico di base) ti daranno la migliore assistenza di cui hai bisogno durante tutte le fasi del parto. Faranno in modo che andrà tutto bene, fidati di loro (e del tuo istinto di mamma che comincia già a farsi sentire)!

Attorno alla 34esima settimana devi cominciare a decidere le modalità del parto, in vista dell’avvicinarsi della data stabilita (che può variare per diversi motivi):

– decidi come affrontare il dolore, raccogliendo informazioni sulle varie opzioni a disposizione
– contatti la struttura dove hai deciso di partorire e organizzi il lieto evento con loro: fai tutte le domande che ritieni necessarie, sciogli i dubbi che hai e manifesta chiaramente tutte le tue esigenze al personale specializzato
– informarti su cosa succederà subito dopo il parto, organizzare il ritorno a casa e, sopratutto, imparare tutto quello che c’è da sapere sull’allattamento al seno (o artificiale, a seconda della situazione che ti troverai ad affrontare) e sul come prenderti cura al meglio del tuo bambino.

Durante gli ultimi mesi di gravidanza la pancia diventerà ben visibile: il tuo bambino che cresce (ad un ritmo molto alto!) e la placenta ed il liquido amniotico che lo proteggono dal mondo esterno aumentano di volume.
Sentirai il diaframma e lo stomaco un po’ compressi quindi è possibile che tu ti senta affannata e che aumentino i bruciori di stomaco. Anche la vescica e la schiena potrebbero darti qualche fastidio: dovrai fare pipì un po’ più spesso del solito perché il bimbo potrebbe decidere di “sedersi” proprio lì.
Devi solo avere tanta pazienza. Ormai ci siamo!

 

Alimentazione in gravidanza

Quando scopri di essere incinta, uno dei primi sintomi più evidenti è l’aumento della fame. Qualunque cosa (prima e dopo il periodo della nausea) diventa appetibile, qualcuna viene presa dalle tipiche voglie, si diventa golosi di quello o quell’altro cibo in particolare. E’ importante, però, mantenere un’alimentazione sana per assicurarsi la salute della mamma e del bambino in arrivo.

Imparare ad avere una dieta bilanciata durante i nove mesi di gestazione è molto importante per ogni donna che sta per diventare mamma. Questo significa non mangiare per due come invece si pensa di dover fare e non pensare di mangiare di meno di quello di cui si sente il bisogno per una “questione di linea”! Chiedi al tuo medico di consigliarti cosa mangiare e non mangiare durante la gravidanza. Uno specialista, infatti, dopo le prime analisi saprà cosa integrare e cosa togliere da quello che assimili quotidianamente. Ti darà delle regole da seguire ritagliate sulle necessità tue e del feto: avrai bisogno di alcune sostanze piuttosto che altre, ci saranno cibi da evitare e non. Insomma, ci sarà da fare qualche piccola rinuncia ma non sarà una tragedia!

Quello che ogni donna incinta si chiede guardando i cambiamenti che avvengono nel suo corpo è… “perché?” L’aumento di peso durante la gravidanza è dovuto alla placenta, al bambino (che cresce quasi ogni giorno!) e al liquido amniotico. Se poi consideri che il feto deve “mangiare” per crescere ecco spiegato perché si ingrassa durante la gestazione: il corpo accumula grassi e liquidi per nutrirlo correttamente.

Il primo trimestre di gestazione non è uguale per tutte. C’è chi perde peso per i sintomi della gravidanza (nausea e vomito, in generale) e chi prende qualche chilo iniziale. L’aumento si noterà di più tra il secondo ed il terzo trimestre: i chili presi vanno dai 9 ai 13, in base alla tua altezza. Dopo potrai tranquillamente perderli con un po’ di sana ginnastica, un’alimentazione sana e tanta pazienza!

Attenzione a non strafare col cibo. Mangiare troppo, infatti, potrebbe provocarti, oltre ad un aumento di peso incontrollato e a problemi durante la gravidanza. Infatti, quando si mangia tanto il rischio è di avere poi un parto più difficile e soggetto a complicazioni, con la possibilità di dover fare un cesareo. Altre patologie legate ad un aumento di peso eccessivo per una donna incinta sono il diabete gestazione e la gestosi. Può facilmente presentarsi anche una leggera ipertensione quindi tieni a bada zuccheri e grassi (ma non solo)!

Ricorda, mamma, di avere durante tutta la gravidanza, un’alimentazione variegata, sana e ben bilanciata per garantire a te e al tuo bambino la piena salute. I consigli per avere una dieta equilibrata per una donna incinta che non puoi dimenticare di seguire sono:

– seguire un’alimentazione quanto più possibile varia
– mangia spesso senza esagerare nelle porzioni (4 o 5 pasti al giorno: colazione, spuntino, pranzo, merenda, cena)
– non dimenticare di bere almeno 2 litri di acqua al giorno
– elimina le cattive abitudini (sigarette, alcool, caffè) e comincia con quelle buone (consuma tanta frutta e verdura, cuoci bene la carne ed alternala con il pesce, per esempio)

Questi sono solo alcune delle indicazioni da poter seguire: consulta la sezione che ti abbiamo dedicato per l’alimentazione della mamma in gravidanza per trovare tutto quello che ti serve!

 

Cose da fare e non fare in gravidanza

La gravidanza è l’esperienza più bella per una donna. Va vissuta però nel rispetto della salute della mamma e del bambino. Ci sono, quindi, delle cose da evitare, delle abitudini da perdere e consigli da seguire. Vediamo insieme quali, oltre a quelle già suggerite:

– sigarette ed alcool vanno completamente eliminate (compresi gli ambienti dove si fuma)
– la caffeina ed altre bevande contenenti sostanze eccitanti (anche il tè, meglio deteinato) vanno limitate
– non esagerare con il cibo
– segui il ritmo del tuo corpo: non stancarti troppo ma nemmeno diventare un insieme con il letto o il divano. Fai il giusto, senza stressati troppo
– evita di indossare abiti troppo stretti
– riduci al minimo il consumo dei farmaci, consulta sempre il medico in caso di dubbio e, se puoi, prova ad utilizzare rimedi naturali
– evita sport troppo stressanti per il corpo, prediligi le discipline dolci
– evita smalti e tinte troppo aggressive (dal secondo trimestre evita anche la tinta)
– mangia in maniera corretta e cura la tua salute
– evita di stare troppe ore in piedi
– non smettere di lavorare se non te la senti: quando arriverà il momento di farlo lo saprai!

 

Il papà che cosa può fare durante la gravidanza?

La gravidanza (spesso) è una questione di coppia! Per quanto la mamma porti in grembo per nove lunghissimi mesi il bambino e lo faccia nascere con uno sforzo pari a 20 ossa rotte contemporaneamente (donna sei un miracolo della natura!) durante il parto anche il papà ha un ruolo molto importante.

Spesso capita che non si senta protagonista a pieno della dolce attesa della mamma, altre volte entra così tanto in empatia con quello che sta provando la propria compagna che quasi si parla di papà “incinta”. Devi essere tu brava mamma (come al solito!) a saper gestire la cosa: coinvolgilo, fallo sentire importante e lui farà sentire te una principessa. Provare per credere! La gravidanza può essere un momento davvero super-speciale per una coppia! Qualcosa di unico da condividere con amore, tenerezza e tanta, tanta pazienza. Un equilibrio da preservare e, perché no, rinnovare.

Far sentire il papà, il tuo compagno partecipe di questo lieto evento sarà anche un modo per rinnovare la vostra complicità di coppia!

Ti starai chiedendo “perché? Non può farlo da solo?” La risposta è no: o meglio, sta ad entrambi coinvolgervi a vicenda in tutto quello che riguarda la gravidanza. Avere il tuo compagno con te (quando può, impegni lavorativi permettendo: è ovvio, se si tratta del calcetto non essere così comprensiva!) nei momenti salienti della gestazione è importante. Condividere l’avventura di mettere al mondo una nuova vita è un’esperienza che non si può di certo descrivere con semplici parole!

Come coinvolgere il papà durante la gravidanza? Dando al tuo compagno le giuste attenzioni anche se sei incinta!

Un buon modo di comunicare con lui sensazioni che non può provare al posto tuo è dirgli cosa provi. Raccontagli le tue emozioni, quello che senti anche quando sei arrabbiata, stanca o solo nervosa: dirgli ciò che provi lo aiuterà a capire come aiutarti, ti aiuterà a rilassarti.

Farlo assistere alle visite mediche e alle ecografie è un ottimo metodo per regalargli le emozioni della gravidanza. Guardare il feto crescere e diventare il vostro bambino lo renderà davvero felice! Anche chiedergli di partecipare con te al corso pre-parto (se decidi di seguirne uno) può cementare la vostra coppia e farlo avvicinare emotivamente al momento in cui diventerà papà.

Chiedere le coccole (e spiegargli come ti piacciono di più!). L’amore non è solo sostegno è anche contatto fisico: coccole, baci e tanto altro a cui, spesso, durante la gravidanza una coppia quasi rinuncia per tanti motivi. Nervosismo della mamma, insicurezza del papà, paura di far male al bambino ne sono solo degli esempi. Non far entrare la paura nel tuo rapporto, anzi. Accettala e parla delle tue preoccupazioni con il tuo compagno ed invitalo a fare altrettanto. Non c’è niente di più bello dell’essere complici nei bacini da dare al pancione della mamma che cresce giorno dopo giorno, nel godere di una nuova dimensione della coppia e di “approfittare” degli ultimi momenti di solitudine prima dell’arrivo (attesissimo) del vostro bambino!

Per far sentire il papà “l’altra metà della gravidanza” che cosa devi fare, quindi? Divertiti con lui, fallo sentire importante, fallo parlare con il bambino, chiedigli della sua giornata e… digli cosa ti serve: non fargli perdere la testa aspettando che arrivi da solo alla soluzione. Sii diretta, dì quello che vuoi, quello di cui hai bisogno: eviterai a lui un gran mal di testa e regalerai a te stessa una gravidanza serena!